Un seminario speciale

Il progetto ‘Quello che resta’ si conclude con un seminario per gli studenti

L'incontro si è tenuto nella ex chiesa di San Vittore, coinvolgendo studenti e figure di spicco del territorio.

Il progetto ‘Quello che resta’ si conclude con un seminario per gli studenti

Giovedì 26 febbraio, due classi terze del Liceo Artistico Alciati, indirizzo Arti Figurative, hanno partecipato a una lezione speciale presso la ex chiesa di San Vittore di Largo d’Azzo.

Un’esperienza nell’“Ombra”

Gli studenti sono stati invitati a sedersi in vari punti della grande installazione “Ombra” di Carla Crosio, intitolata “Quello che resta” (della nostra umanità). Il pomeriggio è stato guidato da Elisabetta Dellavalle, curatrice del progetto.

Il docente Diego Pasqualin, accompagnato dalla collega Daniela Fontanesi, ha condotto una lezione coinvolgente sul significato e sulla “fatica” legata al grande “tappeto” in rete metallica e plastica nera, che è stato installato in diversi contesti espositivi. Attraverso il racconto, che ha incluso interventi di Carla Crosio, è stato esplorato il “back-stage” di celebri installazioni in luoghi simbolo dell’arte in Italia, per illustrare ai ragazzi cosa comporta un progetto d’arte contemporanea e la passione necessaria per realizzarlo.

Carla Crosio ha concluso la prima parte del pomeriggio condividendo le sue riflessioni sul perché abbia sentito l’esigenza di esprimere, in modo materico e visibile, questa sua ombra, un modo per visualizzare e affrontare l’oscurità che emerge periodicamente dalla nostra interiorità come manifestazione del male.

Interventi della Diocesi e della Comunità Ebraica

Successivamente, è stato dedicato un momento alla specificità di “Quel che resta”, con la presenza del dirigente scolastico dell’Istituto Lagrangia, di cui l’Artistico fa parte, Pierpaolo Capello, di Daniele De Luca, direttore Beni Culturali della Diocesi, che ha reso disponibile lo spazio espositivo, e di Rossella Bottini Treves, presidente della Comunità Ebraica di Vercelli, Biella, Novara e Verbano Cusio Ossola.

De Luca ha sottolineato che “I beni culturali sono di tutti, anche nostri e abbiamo il dovere di farli vivere” e ha raccontato la storia di San Vittore, diventato spazio per eventi artistici, invitando gli studenti a proporre le loro idee per future iniziative.

Rossella Treves ha ricordato alcuni aspetti storici della Comunità Ebraica vercellese, che ha sempre partecipato attivamente alla vita sociale.

Il dirigente scolastico ha invece messo in evidenza la “materia” del lavoro e come un’opera d’arte venga rivissuta da chi la fruisce, sottolineando l’importanza per i ragazzi di confrontarsi con tali tematiche.

Stimolati da una domanda di Laura Berardi, attrice e storica amica della Comunità Ebraica, gli studenti hanno condiviso le loro impressioni sul perché l’“Ombra” di Carla Crosio sia stata scelta per la Giornata della Memoria 2026.

Il catalogo del progetto

Il progetto curato da Elisabetta Dellavalle per l’installazione di Carla Crosio è stato documentato in un catalogo pubblicato da Studio Dieci, centro culturale vercellese che promuove l’arte contemporanea, in particolare tra i giovani, da oltre mezzo secolo.

Il catalogo include i saluti del sindaco Roberto Scheda, le riflessioni di De Luca e Treves per la Diocesi e la Comunità Ebraica, un testo critico di Elisabetta Dellavalle e le straordinarie fotografie di Donatello Lorenzo, che catturano nei minimi dettagli l’installazione.

Tra i crediti, è doveroso citare anche Emma Rastaldi, per la sonorizzazione, un elemento di forte impatto dell’opera, e Claudio Manzo per l’illuminazione, fondamentale per rendere l’installazione visibile anche di sera.