Ricerca sulle apnee

Uno studio dell’Asl di Vercelli rivela un legame tra apnee notturne e tumori

L'analisi, condotta su 50 pazienti e pubblicata su Advances in Respiratory Medicine, indica una maggiore incidenza di neoplasie urinarie, soprattutto negli uomini.

Uno studio dell’Asl di Vercelli rivela un legame tra apnee notturne e tumori

Le apnee notturne si configurano come un disturbo del sonno con potenziali conseguenze significative per la salute. Un recente studio condotto dalla Struttura di Pneumologia dell’Asl di Vercelli, guidata dal professor Mario Malerba, in collaborazione con i Dipartimenti di Scienza del farmaco e di Medicina traslazionale dell’Università del Piemonte Orientale e dell’Università di Napoli, ha esaminato il possibile legame tra le apnee ostruttive del sonno e le patologie oncologiche, evidenziando una preoccupante incidenza di tumori dell’apparato urinario, in particolare tra i pazienti maschi.

I dettagli della ricerca

Lo studio ha analizzato i dati del Registro Ospedaliero di Vercelli, esaminando un campione di 50 pazienti adulti affetti sia da apnee ostruttive del sonno sia da diagnosi di cancro.

È emerso che oltre un terzo dei soggetti (34%) presentava tumori delle vie urinarie, in particolare prostata, vescica e rene, costituendo il gruppo di neoplasie più comune tra i partecipanti. Questo dato risulta superiore rispetto a quello di altri tipi di tumore, come quelli della mammella, del colon-retto o del polmone.

Un’analisi per sesso

Un dato di particolare rilevanza è la prevalenza dei tumori delle vie urinarie negli uomini, che rappresentano quasi il 90% dei casi all’interno di questo sottogruppo. I pazienti, con un’età media di circa 67 anni, presentavano frequentemente condizioni di sovrappeso o erano ex fumatori, con una significativa incidenza di patologie cardiovascolari, in particolare ipertensione.

Possibili meccanismi biologici

I risultati suggeriscono un potenziale legame biologico tra le apnee notturne e alcuni tumori, in particolare quelli dell’apparato urinario. Si ipotizza che la riduzione intermittente dell’ossigeno durante il sonno, caratteristica delle apnee ostruttive, possa attivare meccanismi cellulari associati allo sviluppo tumorale, come infiammazione cronica e alterazione della crescita dei vasi sanguigni.

Implicazioni cliniche

Sebbene lo studio non stabilisca un rapporto di causa-effetto, i dati raccolti evidenziano l’importanza di un monitoraggio clinico attento nei pazienti con apnea ostruttiva del sonno, in particolare per gli uomini e quelli con ulteriori fattori di rischio.

Questi risultati sottolineano il valore della diagnosi precoce e del trattamento delle apnee notturne, non solo per migliorare la qualità del sonno e ridurre il rischio cardiovascolare, ma anche come potenziale misura di prevenzione secondaria.

Il ruolo del Centro interdisciplinare

Dal 2019, l’Asl di Vercelli ha attivato il Centro interdisciplinare dei disturbi respiratori del sonno, che fornisce un approccio multidisciplinare e approfondito per i pazienti con disturbi respiratori, integrando competenze di Pneumologia, Neurologia, Otorinolaringoiatria e Odontostomatologia. Il Centro collabora anche con altri specialisti dell’Asl, come nutrizionisti, per affrontare casi di pazienti obesi o in sovrappeso, in base alle necessità specifiche.

Questo studio rappresenta un esempio concreto dell’impegno dell’Asl di Vercelli nella ricerca clinica applicata, capace di coniugare assistenza, innovazione e collaborazione con il mondo accademico. Tale attività non solo contribuisce a migliorare la qualità delle cure, ma amplifica anche la conoscenza scientifica su patologie complesse, rafforzando il ruolo delle aziende sanitarie del territorio nel sistema regionale della ricerca. In questa prospettiva, la ricerca non è solo produzione di evidenze, ma uno strumento fondamentale per rendere sempre più efficace e personalizzata la cura dei pazienti.