Angelo Fragonara, cultura e storia

Angelo Fragonara: un faro della cultura vercellese

In occasione del 40° anniversario della "Fontione dell'Entierro", ripercorriamo le gesta di un grande uomo di cultura.

Angelo Fragonara: un faro della cultura vercellese

Ricordo di Gian Piero Prassi

Angelo Fragonara è stato un uomo di cultura, affabile e memoria storica della sua Vercelli. Ogni volta che ci incontravamo durante le conferenze stampa di “VercelliViva”, mi accoglieva con un sorriso e mi chiedeva: “Come sta tuo fratello Ernesto?”. La loro amicizia risaliva ai banchi di scuola, evidenziando la sua eccezionale memoria e il suo tratto umano.

Un impegno per la Cultura

Diventato presidente di VercelliViva, succedendo a Antonino Ruffino, Fragonara scelse come sede per le conferenze la saletta di “Taverna & Tarnuzzer”, un luogo dal grande significato. Profondamente legato alla città e alla sua storia, si impegnò a promuovere la Cultura, con particolare attenzione alla Cultura Classica, senza però trascurare altre forme espressive. Durante una delle conferenze più apprezzate della serie “Vercellesi illustri”, dedicata alle storiche emittenti radio e tv, Fragonara ricordò un episodio significativo: «Fui io il primo a condurre un telegiornale vercellese… La Tv si poteva vedere principalmente sotto i portici di piazza Zumaglini, essendo via cavo bisognava fare l’allaccio diretto… Era un impegno enorme…».

Il 27 luglio, sul settimanale Notizia Oggi Vercelli, sarà pubblicato un articolo che elenca nel dettaglio le sue numerose benemerenze; qui ci limitiamo a un ricordo personale.

Il contributo a VercelliViva

Fragonara ha sempre ricoperto un ruolo di primo piano in VercelliViva, anche prima di diventare presidente, curando in particolare i rapporti con mons. Denis Silano per concerti e iniziative legate alla Cappella Musicale della Cattedrale di Vercelli. Era un sostenitore della valorizzazione dei manoscritti musicali eusebiani e, nel 1986, in qualità di assessore alla Cultura, ha unito le forze di molti talenti locali per riproporre in prima assoluta la rappresentazione della “Fontione dell’Entierro” di Giovanni Maria Brusasco, un’opera che ha segnato un traguardo indimenticabile.

Il quarantennale della Fontione

Recentemente, su Notizia Oggi Vercelli, abbiamo celebrato il quarantennale di quell’impresa e riproponiamo l’articolo in onore del “prof.”, che ha formato generazioni di vercellesi.

Il 24 e 26 marzo 1986, la Basilica di Sant’Andrea fu il palcoscenico della “Fontione dell’Entierro”, la prima esecuzione integrale di un’opera sacra del 1714, scritta per il Venerdì Santo dal compositore vercellese Giovanni Maria Brusasco (1680 ca. – 1772). Questa produzione, di altissimo livello, fu interamente realizzata con risorse locali. Dopo quell’evento, le rappresentazioni sono state rare, con l’ultima nel 2023, curata da “Polimnia Arts”.

La narrazione musicale della Passione

La “Fontione dell’Entierro” racconta in musica e parole la passione e la morte di Gesù, riuscendo a cogliere tanto il dramma umano, in particolare quello di Maria, quanto la dimensione spirituale in attesa della resurrezione.

«Ci sono iniziative culturali che si mettono in cantiere quasi per una scommessa: sono quelle la cui ragione, per la complessità dei problemi tecnici e per le difficoltà finanziarie da superare, suggerirebbe di rinunciare, ma che la passione, il desiderio di creare pressoché dal nulla, inducono ad intraprendere, gettando il cuore oltre l’ostacolo».

Queste parole di Angelo Fragonara, allora assessore alla Cultura, accompagnavano la presentazione dell’iniziativa in un opuscolo realizzato con il supporto del Rotary Club di Vercelli, che includeva anche i testi della sacra rappresentazione.

Un patrimonio da valorizzare

Fragonara sottolineava:

La Fontione dell’Entierro è forse l’opera più originale tra i manoscritti musicali inediti dei Maestri della Cappella Eusebiana del Duomo di Vercelli; è profondamente radicata nella storia e nella tradizione culturale della città. Da essa è germinata la Processione delle “macchine” del Venerdì Santo, che rappresenta un momento autentico di incontro tra il mistero della Passione di Cristo e la sensibilità popolare.

Il recente impegno del maestro di cappella, mons. Denis Silano, ha ridato nuova vita ai tesori musicali della “Cappella Eusebiana”, portando il coro della Cattedrale a incidere diversi cd con repertori rari, riconosciuti a livello internazionale. Fragonara ha continuato a promuovere concerti per “VercelliViva”, onorando l’eredità del primo “Entierro”.

Un’opera sempre attuale

Il significato della prima rappresentazione e dell’opera è notevole e rimane di grande attualità. Un contributo significativo è quello di don Dante Destefanis, presidente dell’Accademia “Centoria”, il quale afferma: «Un “genere” musicale è un corpo vivente, che si sviluppa e trasforma; se non si adatta allo spirito del tempo, si frantuma e scompare. La nostra epoca è inquietante perché non crea più forme nuove». L’obiettivo del primo “Entierro” era proprio quello di riportare in vita il periodo di tre secoli fa.

Ricordi di un’impresa memorabile

Roberto Sabaratto, regista dell’epoca, ricorda l’esperienza: «È stata bellissima per tutti noi, in particolare per Fragonara, che ha lottato per trovare i fondi e per la creazione della scenografia, realizzata dall’architetto Luca Villani. La struttura moderna richiamava il Golgota, e il coinvolgimento della città fu straordinario, con una folla immensa in Sant’Andrea».

Documentario su Vercelli Web TV

Un documentario realizzato da “Vercelli Web TV”, con testimonianze dei protagonisti e riprese originali del 1986, offre uno spaccato di quell’epoca. Anche se le immagini sono un po’ sgranate, il sonoro è eccezionale e cattura il pathos dell’opera, mostrando il talento coinvolto nella produzione.

Del resto, il cast dei protagonisti include nomi illustri della musica, dell’arte e della cultura vercellese, in un periodo di grande creatività che oggi ci manca.