Scritte fasciste a Milano

Scritte fasciste nel sottopasso di piazza Duomo: l’azione degli estremisti di destra

Il blitz di alcuni neofascisti suscita polemiche. I graffiti, coperti in fretta con vernice gialla, contengono messaggi provocatori.

Nella settimana che ha preceduto il 1° maggio, alcuni neofascisti hanno imbrattato il sottopassaggio dell’isola di Milano con scritte provocatorie. Le immagini di questi graffiti, catturate poche ore dopo l’azione, sono state pubblicate in esclusiva da Notizia Oggi Vercelli il 4 maggio.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non tutti i rappresentanti della Destra si mostrano rispettosi della legge e della cosa pubblica. Con questo gesto, i sedicenti neofascisti si pongono al livello degli squatter e degli imbrattatori professionisti. Tra i messaggi, si trovano riferimenti a Sergio Ramelli e alla Repubblica Sociale Italiana, accompagnati da simboli come i fasci littori stilizzati. Non manca neppure la scritta “Chi tocca i morti li raggiunge”, corredata da un teschio e tibie incrociate.

La motivazione di queste scritte è chiara: in questi giorni, i militanti di destra hanno commemorato l’omicidio di Sergio Ramelli, avvenuto a Milano nel 1975. Ramelli, studente di diciotto anni iscritto al Fronte della Gioventù, fu aggredito da militanti della Sinistra extraparlamentare dopo un tema scolastico in cui criticava le Brigate Rosse. Morì il 29 aprile 1975, e da anni la Destra milanese lo ricorda davanti al murale in sua memoria situato in via Paladini, il luogo dell’aggressione. Anche l’Onorevole Pozzolo ha reso omaggio a Ramelli con un post su Facebook, in occasione dell’anniversario della sua morte. Quest’anno, circa duemila persone legate alla galassia neofascista hanno partecipato a un corteo, seguito dal rito dell’appello con la risposta corale “Presente”.

Le scritte in omaggio alla R.S.I. si affiancano alle dichiarazioni del Presidente del Senato, La Russa, che ha affermato in un’intervista di rifarebbe ciò che fece da Ministro, celebrando i partigiani e i caduti della R.S.I. Questo gesto dimostra come alcuni nostalgici, autori delle scritte, continuino a idolatrare le vecchie dittature del secolo scorso, ignorando che i nuovi tiranni si trovano altrove. Una critica che lascia aperta la questione se tali individui non dovrebbero invece cercare ciò che prediligono in paesi come la Cina o la Russia. Un’azione che meriterebbe una risposta concreta, come la pulizia del sottopasso da tali graffiti.

Fabrizio Finocchi

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