Pier Domenico Giani ci ha lasciati all’età di 87 anni.
Artista prolifico e innovativo, Giani è considerato uno dei più grandi maestri dell’encausto a Vercelli, impegnato in varie tecniche artistiche.
Un animatore culturale e un artista poliedrico
Molti lo ricordano per il suo atelier in via Verdi, affacciato sui tetti e sulla Torre dell’Angelo, e per le collettive organizzate su viale Garibaldi, dove sosteneva amici artisti. I suoi legami risalgono agli anni Novanta, quando il noto critico Egidio Archero lo invitava a partecipare a ogni edizione di “Olcenengo Arte”, lodando le sue capacità artistiche.
Giani è ricordato come una persona generosa, sempre pronta a mettere al primo posto gli amici e i colleghi artisti. Un vero simbolo di un’epoca d’oro per Vercelli.
Il triste annuncio della sua scomparsa è arrivato dal figlio Alberto, dalla moglie Letizia, dalla nipote Ilaria e dalla sorella Anna.
Il rito funebre si svolgerà mercoledì 4 marzo alle ore 15 presso la chiesa di Billiemme, partendo dalla Rsa di Desana. Il rosario sarà recitato nella stessa chiesa martedì 3 marzo alle ore 17,30.
Le nostre più sentite condoglianze alla famiglia.
Un percorso artistico di successo
Nato a Vercelli, Giani ha scoperto la sua vocazione artistica lavorando nel laboratorio di argentiere del padre Pietro, dove ha iniziato a praticare il cesello a sbalzo. Tra il 1950 e il 1960 ha frequentato l’Istituto di Belle Arti a Vercelli, diplomandosi sotto la guida del Maestro Ulderico Nicolello.
Nel 1963 ha tenuto la sua prima personale di cesello a sbalzo alla Galleria De Grandi di Vigevano, seguita da molte altre mostre di successo. Per migliorare la sua tecnica, si è avvicinato alla scultura in creta, ottenendo successivamente diplomi in pittura e decorazione sotto la guida di noti professori.
Nel 1972 ha presentato la sua prima personale di pittura a Vercelli. Negli anni ’80, ha ampliato il suo repertorio, includendo la figura umana oltre a paesaggi e nature morte, e ha frequentato l’Accademia di Brera di Milano.
Giani è stato un artista versatile, sempre pronto a rinnovare il proprio stile e i propri soggetti. Ha avuto un ruolo significativo nella vita culturale della città, contribuendo alla nascita di vari gruppi artistici e partecipando come fondatore e animatore del Gruppo Saint Tropez. Nel 2013, il gruppo “Artes Liberales” gli ha dedicato una retrospettiva per celebrare i 50 anni di carriera.
Riflessioni critiche sulla sua arte
Francesco Leale ha descritto così l’arte di Pier Domenico Giani:
“Il suo è un mondo particolarmente triste, persino violento nella drammaticità delle linee, dei colori. Giani sente e respinge con il suo lavoro, la sua creatività, il suo segno, ciò che di pattume sale in questa nostra realtà, è una difesa dell’artista, nello stesso tempo un contrattacco. E così i suoi colori, i suoi toni, le sue linee sono tracciate con ruvidezza, con forte penetratività; scava e riscava con i suoi neri. Forma trincee e caverne, cunicoli e torrette di scolta, dentro cui si acquata. E da cui fa partire i suoi “colpi” contro la balordaggine, l’inesattezza, la caccia al tesoro, il menefreghismo delle regole, l’ostracismo all’onestà ed ai valori primari, senza i quali non è possibile credere di vivere. È un mondo quello di Giani di combattimento dunque, forte e risoluto. Il mondo di chi ha sempre faticato nella vita, ma che crede ancora in tantissimi valori. Compresi quelli dell’arte, pura sensibilità, pura espressione dell’uomo, senza infingimenti e trucchi.