In seguito alla protesta di un detenuto che ha destato preoccupazione nella struttura, il Sappe ha reso nota un’altra situazione critica avvenuta martedì 21 aprile 2026, evidenziando le sfide quotidiane per la Polizia Penitenziaria.
Dettagli della perquisizione
Nella mattinata di ieri, durante una perquisizione di routine in uno dei Reparti del carcere, gli agenti penitenziari hanno focalizzato l’attenzione su un detenuto italiano. Avvicinandosi al metal detector, l’uomo è stato segnalato per la possibile presenza di oggetti metallici occultati.
Di conseguenza, è stata effettuata una perquisizione più approfondita in un locale predisposto. Durante l’operazione, un dispositivo di controllo ha emesso un segnale in corrispondenza della zona lombare. Invitato a dichiarare la presenza di oggetti metallici, il detenuto ha spontaneamente ammesso di avere un telefono cellulare nascosto all’interno del retto.
Senza opporre resistenza, ha proceduto autonomamente all’espulsione dell’oggetto, che è stato prontamente recuperato dal personale in servizio. La notizia è stata diffusa dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.
Le criticità segnalate dal Sappe
Secondo quanto riportato da diversi operatori, si evidenziano difficoltà organizzative nella gestione delle attività interne e della popolazione detenuta, con un conseguente aggravio delle condizioni lavorative del personale. Ulteriori criticità riguardano le relazioni sindacali, attualmente limitate, che rendono difficile mantenere un dialogo costruttivo e continuativo per affrontare le problematiche esistenti. Mario Corvino, vicesegretario Regionale per il Piemonte del SAPPE, ha dichiarato: “L’episodio odierno conferma ancora una volta l’elevato livello di attenzione e professionalità del personale di Polizia Penitenziaria, ma mette in luce le criticità strutturali e organizzative che gli operatori affrontano quotidianamente. È fondamentale un intervento concreto per rafforzare gli organici, migliorare le condizioni lavorative e ristabilire relazioni sindacali efficaci, al fine di garantire sicurezza e dignità all’interno degli istituti penitenziari.”
Il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, ha espresso “vive congratulazioni al personale per il senso del dovere, l’attenzione e la determinazione dimostrata in un contesto lavorativo complesso e ad alto rischio”. Per il SAPPE, il rinvenimento di Vercelli rappresenta “l’ennesima prova concreta di come la Polizia Penitenziaria sia un presidio insostituibile di legalità e sicurezza, anche all’interno degli istituti di pena”.