Riprendiamo un servizio sui diserbanti in città pubblicato lunedì 9 marzo sul nostro settimanale Notizia Oggi Vercelli.
Con l’arrivo della primavera, aumentano le fioriture e le temperature, ma anche i trattamenti fito-sanitari nelle aree urbane. Questi interventi sono regolati dal “Piano di Utilizzo dei Prodotti Fitosanitari per il Controllo della Vegetazione Infestante”, redatto dall’agronomo Andrea Tovaglieri e approvato dal Consiglio Comunale il 26 giugno 2025. In risposta a questa situazione, è stato creato il Comitato “NO Glifosato”, con il supporto del PD, mentre diverse associazioni ambientaliste hanno richiesto un divieto totale per tutte le sostanze potenzialmente tossiche. Tra i più attivi in questa battaglia c’è l’ex consigliere comunale Michelangelo Catricalà, rappresentante di “Pro Natura”, che ha già presentato un “accesso agli atti” per ottenere informazioni sulle date e le vie interessate dai trattamenti, coinvolgendo anche altri cittadini nella lotta per una maggiore attenzione sul tema.
Le posizioni di Michelangelo Catricalà, Pro Natura
Catricalà, membro del direttivo di Pro Natura del Vercellese, ha dichiarato: «Secondo notizie di stampa, ci si appresta ad avviare la stagione 2026 di “diserbo chimico”. Noi di Pro Natura, insieme a Legambiente, Isde Medici per l’Ambiente e Italia Nostra, rinnoviamo il nostro deciso NO all’uso di diserbanti pericolosi in ambito urbano».
Catricalà ha anche espresso un forte disappunto verso la politica locale: «È deludente che nessun consigliere abbia sostenuto la nostra proposta di mozione per escludere immediatamente tutti i fitosanitari pericolosi, non solo il glifosato».
Particolare attenzione è rivolta a un prodotto specifico: «Il Flazasulfuron, che presenta rischi simili a quelli del glifosato. Nella nostra mozione abbiamo chiesto di escludere l’utilizzo di tutte le sostanze chimiche pericolose dal Piano. È probabile che la mozione venga bocciata, ma è fondamentale portare questa discussione in aula e mantenere alta l’attenzione della cittadinanza sull’uso imminente di pesticidi pericolosi in città».
In merito alla recente iniziativa di coinvolgimento dei cittadini, Catricalà ha aggiunto: «Tutti i cittadini di Vercelli possono richiedere l’accesso agli atti – non è necessario essere consiglieri – e chiedere al Comune informazioni su quando (giorno e orario) avverrà lo spandimento, quale prodotto sarà utilizzato nella propria via e dove sarà affissa la cartellonistica».
La decisione controversa dell’amministrazione comunale di riprendere l’uso dei diserbanti in città non sarà quindi facile da attuare.
Studio indipendente sui tassi di mortalità
Pro Natura, oltre a portare avanti la sua campagna contro il diserbo, sta preparando uno studio indipendente sui tassi di mortalità: «Dopo i dati allarmanti diffusi dall’Istat, il Comune e la Provincia hanno annunciato la riattivazione del “Tavolo ambiente e salute”, coinvolgendo l’Asl di Vercelli. Le associazioni ambientaliste sono disponibili a collaborare, ma è passato quasi un mese dall’annuncio e non sono state contattate, né ci sono aggiornamenti sull’attività di questo “Tavolo”. Pro Natura ha richiesto ulteriori dati all’Istat e, insieme a esperti come l’ingegnere Stefano Albertini e l’epidemiologo dr. Valerio Gennaro, sta elaborando analisi per comprendere meglio la situazione nei vari comuni, con l’intenzione di renderli noti a istituzioni e popolazione».
Il cambiamento dell’etichetta del Flazasulfuron
Il Flazasulfuron – Chikara 25 WG è un erbicida sistemico, molto tossico per gli organismi acquatici, da utilizzare solo in casi particolari. Nella nostra analisi del “Piano Tovaglieri” pubblicata la scorsa estate, evidenziavamo questa raccomandazione. Si è appreso che l’uso di questa sostanza sarà limitato a situazioni eccezionali.
È tuttavia fondamentale monitorare il suo utilizzo, soprattutto rispetto al glifosato. Infatti, il “Chikara” ha subito un aggiornamento dell’etichetta, come evidenziato nelle riproduzioni: a sinistra si trova la vecchia etichetta, autorizzata con decreto dirigenziale del Ministero del 29/04/2025, quindi antecedente all’approvazione del piano, mentre a destra la nuova etichetta, modificata ai sensi dell’articolo 7, comma 1, D.P.R. n. 55/2012, valida dal 30 settembre 2025. È chiaro che ora il prodotto è considerato nocivo non solo per la fauna acquatica, ma anche per l’uomo, con l’introduzione di nuove “frasi di rischio”: «H361d Sospettato di nuocere al feto. H373 Può provocare danni agli organi (fegato, muscoli) in caso di esposizione prolungata o ripetuta. H410 Molto tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata».
È importante confrontare le differenze tra l’etichetta precedente e quella aggiornata.
