Mostra a San Pietro Martire

Inaugurazione della mostra ‘Don’t Be Alone’ a San Pietro Martire

Dal 10 aprile all'8 maggio, un progetto di Diapsi-Brein con 18 artisti. Inaugurazione il 10 aprile alle 17:30.

Inaugurazione della mostra ‘Don’t Be Alone’ a San Pietro Martire

I volontari e gli operatori di Diapsi Vercelli, insieme al Laboratorio “Brein”, sono in fermento per un nuovo evento. Dopo il successo dello spettacolo in memoria di Ketty Politi, il periodo pasquale ha visto la preparazione della mostra che si terrà nella ex chiesa di San Pietro Martire. Questa esposizione è parte del progetto più ampio “AttraVERSO il lavoro – mi apro al mondo”, intitolato “Don’t Be Alone”.

L’inaugurazione del 10 aprile

La mostra sarà inaugurata venerdì 10 aprile alle ore 17:30 e rimarrà aperta fino all’8 maggio, dal lunedì al venerdì, dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:30. La direzione artistica è affidata a Caterina Maggia, mentre la parte progettuale legata al lavoro di “Brein” è curata da Lorena Chinaglia, presidente di Diapsi Vercelli, insieme alle collaboratrici Antonella Di Cosmo e Alice Monetti. Il progetto grafico è stato realizzato dall’artista vercellese Valentina, Violetta De Luca. La curatrice Caterina Maggia ha coinvolto le associazioni “Onde d’urto”, “Box d’arte”, AIEF Onlus (Associazione Italiana Epilessia Farmacoresistente) e 18 artisti.

“Brein” ha creato 36 borse (due per ciascun artista) che saranno esposte accanto alle opere d’arte che hanno ispirato.

Gli artisti in mostra includono: Donatella Bianchi, Luigi Cei, Daniela Dente, Silvio Fazio, Teresa Ferraiuolo, Lorena Fonsato, Anna Galli, Silvana Giannelli, Barbara Maffia, Cate Maggia, Giò Marchesi, Emilio Mera, Cinzia Morcaldo, Laura Omodeo Salè, Giordano Pagliai, Anna Maria Raimo, Elisa Stefan, Marina Tappa.

Il significato del progetto

«“Don’t Be Alone” – spiega Lorena Chinaglia – è più di un titolo; è un invito a non rimanere soli, sia nel dolore che nella confusione o nel tempo sospeso della fragilità. Nella rielaborazione delle opere d’arte dei 18 artisti abbiamo integrato dei numeri, poiché l’idea è che questi creino confusione, simile a quella che può provare chi non sta bene. I numeri si intrecciano con le immagini, si ripetono e si disperdono, rappresentando il tempo che scorre e quello che si ferma. È un tentativo di dare ordine a un caos interno, dove, nonostante la frammentazione, può emergere un equilibrio. La simmetria non cancella la frattura, ma la accoglie, rappresentando il tentativo di ricostruire e di mantenere tutto insieme».

Sostengono il progetto il Comune e l’ASL di Vercelli, la Fondazione CRT, la Fondazione CR Vercelli, “8 per mille alla Chiesa Valdese” e il Fondo Beneficenza Intesa San Paolo.