Paolini incanta Vercelli

Marco Paolini e il suo monologo ‘Antenati’ al Teatro Civico

L'attore ha coinvolto il pubblico vercellese con un'intensa riflessione sul passato e le origini.

Marco Paolini e il suo monologo ‘Antenati’ al Teatro Civico

Ieri sera, lunedì 2 marzo 2026, il Teatro Civico di Vercelli ha ospitato un’eccezionale performance di Marco Paolini, che ha catturato l’attenzione del pubblico per oltre novanta minuti con il suo spettacolo intitolato “Antenati”. In questo “Grave Party”, Paolini riunisce quattromila generazioni e ottomila coppie di nonni attorno a una grande catasta dominata da un vecchio frigorifero laccato bianco. Attraverso un dialogo impossibile con i suoi antenati, l’autore esplora il passato per dare significato al presente e intravedere un futuro possibile.

Un viaggio che inizia dall’Africa

La scena è volutamente spoglia ed essenziale, con solo un leggio e uno sgabello. In questo spazio vuoto, le parole diventano protagoniste, raccontando la grande migrazione che ha avuto origine nel cuore dell’Africa per poi giungere in Europa, passando per una Venezia mitica e senza tempo, come sottolinea Paolini. In un’epoca che guarda incessantemente avanti, l’artista sceglie di “retrocedere” per riscoprire le nostre radici. Riesce così a rendere la genetica sia divertente che poetica, spiegando come siamo tutti il risultato di una serie di “errori fortunati” e migrazioni disperate.

Musica e narrazione si intrecciano

La musica di Fabio Barovero non è solo un sottofondo, ma un elemento costante che scandisce il ritmo del racconto, guidando il pubblico attraverso registri che oscillano dall’ironia alla profondità. Questo intreccio di note e parole ipnotizza gli spettatori, confermando Paolini come uno dei più grandi cantastorie italiani. “Antenati” si configura come un rito collettivo che ci ricorda che non siamo isolati, ma parte di una catena molto più lunga.

Lo spettacolo invita a una riflessione sulla fragilità e, al contempo, sulla forza della nostra specie. Siamo il risultato di innumerevoli viaggi e adattamenti riusciti. Guardare al passato non è un atto nostalgico, ma una necessaria consapevolezza per affrontare le sfide del futuro.

Caterina Contato