Il 30 maggio 2026 ha segnato il 82° anniversario del bombardamento che colpì Vercelli, causando la morte di 19 persone e ferendo 95. L’iniziativa è stata promossa da “La Rete”, che da anni lavora per mantenere viva la memoria di questo tragico evento, con il supporto dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, rappresentata dal vicepresidente regionale Giovanni Comoglio.
Durante la cerimonia, i nomi delle vittime sono stati letti da Laura Aldone, François Dellarole e dai fratelli Francesco e Salvatore Salafia, discendenti di alcune delle vittime. Le loro testimonianze hanno riportato alla mente le storie strazianti di quei giorni, come quella di un bambino e una bambina che persero la vita subito dopo aver ricevuto la Prima Comunione, o di una donna colpita mentre cercava di tornare a casa dal rifugio, avendo dimenticato le patate sul fuoco.
Le testimonianze dei presenti
La commemorazione si è svolta nel portico comunale, alla presenza di diverse autorità, tra cui il sindaco Roberto Scheda, il presidente della Provincia Davide Gilardino, il prefetto Lucio Parente, il questore e il comandante dei Carabinieri. Nei loro interventi, è stato sottolineato l’importante dovere di mantenere viva la memoria storica. Il sindaco Scheda ha affermato: «Siamo qui per restituire dignità a chi rischia di diventare una nota a margine dei libri; la memoria è una responsabilità morale». Ha proseguito con un avvertimento: «Non nascondiamoci dietro a un dito, questo è il tempo della guerra… famiglie in fuga, bambini estratti dalle macerie, il dolore rimane immutato». Il presidente Gilardino ha aggiunto: «Ringraziamo tutte le istituzioni presenti e un sentito grazie all’Associazione Nazionale Vittime Civili per il loro continuo supporto».
Esposizione della bandiera e visite ai rifugi
In occasione della cerimonia, è stata esposta una storica bandiera del Regno d’Italia, portata dai partigiani durante la liberazione. Durante la giornata, i volontari de “La Rete” hanno condotto visite guidate ai rifugi storici di piazza Cavour e sotto il palazzo della Prefettura in via San Cristoforo. Circa 140 vercellesi hanno partecipato, esplorando questi spazi angusti che, un tempo, offrivano riparo, evocando le paure e i ricordi di chi ha vissuto quel periodo. Oggi, il terrore si manifesta in modi nuovi, ma la paura rimane la stessa. “La Rete” intende rendere questa commemorazione un appuntamento annuale, un’iniziativa che merita di essere condivisa e sostenuta.
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Il ricordo delle vittime
Nonostante siano trascorsi molti decenni, i discendenti delle vittime non le hanno dimenticate. In un’epoca in cui siamo frequentemente esposti a notizie di innocenti colpiti dalla guerra, è fondamentale ricordare non solo i 19 del 28 maggio 1944, ma tutte le vittime civili.
Arrigoni Luigi di anni 18. Bagno Giovanni, Bazzano Fiorentino, Bredo Angelo di anni 58,
Bredo Eugenio di anni 18, Bressa Angela di anni 72, Broglia Giovanni di anni 4, Canna Francesco, Cattaneo Caterina di anni 47, Ferrara Mario di anni 23, Fasano Ettore, Ferraris Francesco di anni 5, Fra’ Felice di anni 53. Franchino Emilia di anni 82, Franzoso Carlo, Golere-Andreas Selca di anni 62, Leva Carlo, Maffei Eusebio di anni 67, Adami Antonio di anni 61, Barale Giuseppe di anni 60, Ciceri Maria di anni 52, Massa Marcellina, Mesturini Caterina di anni 57, Lucca Felice di anni 48, Maruffi Paola di anni 39, Marzolla Cesare, Moschino Arturo, Musso Camillo, Palischermo Venanzio di anni 37, Pezzana Margherita di anni 31, Portinaro Carlo, Portinaro Gioachino di anni 56, Portinaro Olga, Rifredi Giacomo, Rosetta Laura di anni 7, Salafia Giuseppe di anni 6, Salafia Paolo di anni 7, Serchione Pietro di anni 39, Trotta Giuseppina di anni 50, Viazzo Eugenio. Rabaglio Ercolina ved. Seccia.