«Ottant’anni non rappresentano una semplice celebrazione, ma il peso della Storia, il sacrificio del nostro popolo e la dignità riconquistata dopo la Seconda Guerra Mondiale e la dittatura. Sono il volto di donne e uomini che, dalle macerie materiali e morali, hanno saputo rialzare la nostra Italia». Queste le parole del sindaco di Vercelli Roberto Scheda, che ha aperto i festeggiamenti del 2 giugno – giornata della Festa della Repubblica – davanti a oltre 400 persone al teatro Civico.
Un nuovo inizio musicale
La ricorrenza ha visto anche l’esordio ufficiale della Banda “Città di Vercelli”, un progetto fortemente voluto dal sindaco e realizzato grazie alle professionalità della scuola comunale di musica “F. A. Vallotti”. «Quando si lavora in squadra per un obiettivo comune – ha affermato Scheda – si ottengono risultati straordinari, nonostante le critiche di chi guarda solo il lato negativo. Ringrazio il Presidente Renato Bianco e tutti coloro che hanno contribuito alla creazione della banda, così come il maestro Giuseppe Canone, che dirige questo meraviglioso gruppo di musicisti».
Un appello ai giovani
Durante il suo intervento, Scheda si è rivolto ai giovani presenti: «La Repubblica non è un monumento immobile. Vive solo se ogni generazione la rinnova con coraggio e senso del dovere. Noi italiani tendiamo a lamentarci e a non avere fiducia in noi stessi. Tuttavia, la Storia della Repubblica dimostra il contrario: quando l’Italia si unisce, nessuna sfida è impossibile». Il sindaco ha poi sottolineato che «la Politica è la forma più alta di partecipazione civile quando è guidata dall’onestà, competenza e passione per il bene comune». Ha quindi lanciato un accorato invito alle nuove generazioni: «La Repubblica ha bisogno di giovani che studino, si preparino e viaggino, senza dimenticare le proprie radici. Un Paese privo di memoria diventa fragile e perde rapidamente la propria libertà. Noi italiani siamo figli di una grande Storia, dalle lotte operaie e contadine, come nel giugno del 1906 qui a Vercelli, quando le mondine conquistarono, prime in Italia, le otto ore di lavoro. Non dimentichiamo l’impegno degli insegnanti, il sacrificio delle famiglie e il lavoro silenzioso di milioni di italiani onesti. La Repubblica è stata costruita non solo nei palazzi della Politica, ma anche nelle scuole, nelle fabbriche, nelle campagne e negli ospedali».
Il sindaco ha concluso il suo discorso parlando direttamente ai giovani: «Il futuro dell’Italia non dipenderà dalla fortuna, ma dalla qualità delle vostre coscienze e dalla capacità di essere cittadini, non semplici consumatori di diritti. Abbiate ambizione e passione. Non cedete mai all’idea che tutto sia inutile. La Repubblica italiana è nata perché uomini e donne, in un’epoca buia e disperata, rifiutarono la rassegnazione. Ottant’anni fa nasceva una speranza. Oggi quella speranza è nelle vostre mani».
Riconoscimenti alla comunità
Il sindaco ha anche consegnato due onorificenze: una ad Aldo Casalini, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, e l’altra a Maria Iolanda Mandara, storica titolare del ristorante Piedigrotta, per il loro impegno e contributo alla comunità.