Progetto Piazza Cavour

Fragapane (PD): “Il progetto per Piazza Cavour non è condiviso da noi”

Il capogruppo del Partito Democratico critica il progetto dell'Amministrazione, evidenziando ritardi e mancanza di coinvolgimento.

Fragapane (PD): “Il progetto per Piazza Cavour non è condiviso da noi”

Durante il consiglio comunale di giovedì 28 maggio, è emerso che l’Amministrazione ha presentato un progetto definitivo per Piazza Cavour. Dopo mesi di attesa e di un “pseudo-cantiere” che ha occupato un angolo della piazza, il capogruppo del Partito Democratico, Alberto Fragapane, ha espresso forti dubbi. “Un progetto che loro definiscono ampiamente condiviso, ma sicuramente non con noi”.

Critiche al processo di coinvolgimento

Fragapane ha continuato: “L’unico incontro ufficiale aperto a consiglieri e commercianti è avvenuto dopo l’estate, senza che siano state prese decisioni definitive o che si siano tenuti ulteriori incontri concreti. Da quel momento in poi, abbiamo assistito solo a discussioni portate in aula da noi, articoli di stampa e incontri informali. Il progetto parte già in ritardo rispetto alle promesse, con una conclusione fissata per il 30 aprile 2027, quando inizialmente si parlava di lavori terminati entro Natale. Le conseguenze di questo ritardo sono evidenti”.

Proposte alternative e critica al Sindaco

Fragapane ha aggiunto che il Partito Democratico avrebbe potuto finanziare maggiormente il progetto, rinunciando ad opere meno urgenti e coinvolgendo realmente la cittadinanza, con tempistiche chiare e definite. “Ma governano loro e, come è giusto, decidono loro. Il Sindaco non può quindi aspettarsi da noi un cambio di atteggiamento e una rinuncia al nostro ruolo critico”.

Preoccupazioni per l’uso del glifosato

In merito ad altri temi, Fragapane ha sollevato preoccupazioni riguardo l’utilizzo del glifosato. “Ieri, la giunta ha ammesso che la ditta scelta ha impiegato questo prodotto per la cura del verde in una giornata ventosa, nonostante fosse stato sconsigliato di recarsi nei parchi pubblici per motivi di sicurezza. Questo episodio dovrebbe allarmare su una scelta – la reintroduzione di prodotti potenzialmente dannosi per la salute e l’ambiente – che non possono essere controllati pienamente nemmeno da loro”.

“Procedono comunque senza un cronoprogramma chiaro su luoghi e date dei trattamenti. Per fare un passo indietro servirebbe umiltà e consapevolezza del proprio ruolo, caratteristiche che, a quanto pare, non sono di casa qui”.