Parliamo di Pet Loss. Questo termine, preso in prestito dall’inglese, si riferisce alla scomparsa dell’animale domestico. Come è giusto che sia, l’uomo o la donna soffrono per la perdita del proprio cane o del proprio gatto. Si tratta di un momento triste, in cui un compagno di vita se ne va. La perdita della relazione affettuosa non è semplice da digerire. Di conseguenza frasi come «Suvvia, è solo un cane», oppure «Che problema c’è? Ne prenderai un altro», risultato parecchio fuori luogo.

Pet loss, lo si affronta parlandone

Per affrontare dunque il Pet Loss è necessario parlarne: che sia con uno psicologo oppure con un’altra persona, che realmente riesca a capire ciò che stiamo attraversando. Sì, perché abbiamo bisogno di elaborare il lutto, proprio come avviene quando a mancare è un nostro caro, un parente o un amico. Non sottovalutate il momento, non tenetevi tutto dentro. Ora ci rivolgiamo ai genitori, perché il Pet Loss riguarda anche i bambini. Molto spesso sono proprio loro i più affezionati al giocherellone di famiglia e per tanti la scomparsa del cane o del gatto può rappresentare il primo lutto della propria vita.

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Attenzione ai bambini

Bisogna fare una distinzione: se la fine vita del vostro animale domestico è «programmabile» (nel caso sia molto vecchio, malato, ecc.) allora è bene spiegare con calma il tutto al bambino, per prepararlo al momento del distacco. Se invece è improvvisa è bene rispondere con tatto alle sue domande, senza inventarsi nulla. In entrambi i casi sarà sicuramente d’aiuto una piccola cerimonia d’addio, seguita magari dalla realizzazione di un album di foto o dalla presenza in casa dell’urna con le ceneri, per rendere omaggio al ricordo dell’animale scomparso.