Caos surroghe il sindaco: “Dovete votarle, chiesto al Prefetto di imporvelo”

Caos surroghe: “Atto dovuto”

Si sono dimessi quattro consiglieri. Per legge il consiglio comunale, entro e non oltre dieci giorni, deve procedere alla surroga dei consiglieri dimissionari con separate deliberazioni. «La delibera di surroga – precisano dal municipio – non è qualificabile come atto eventuale e discrezionale del consiglio comunale, bensì come atto dovuto. La mancata adozione si giustifica solo qualora siano rilevati motivi di ineleggibilità o incandidabilità del consigliere surrogante. Si tratta, quindi, di un atto espressione di attività amministrativa vincolata e obbligatoria che, in quanto tale, lo sottrae a qualsiasi relazione con la discrezionalità amministrativa e con l’identità politica di ciascun consigliere comunale».

Nessun rilievo di ineleggibilità

Mercoledì 21, durante l’ultimo consiglio, le deliberazioni di surroga non sono state approvate per via del voto contrario di alcuni consiglieri. «Senza che venissero
evidenziate cause ostative di ineleggibilità o incompatibilità – sottolineano dal Comune – peraltro rappresentando i consiglieri stessi in più occasioni l’idoneità dei surrogandi a ricoprire la carica, come si evince dai verbali della seduta stessa».

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“Obbligati ad approvare le surroghe”

E’ stato convocato per il 29 marzo un nuovo consiglio comunale con all’ordine del giorno le surroghe dei Consiglieri Comunali. «Nel caso dovesse mantenersi una situazione di stallo amministrativo – avvisano dal municipio – il Comune di Vercelli si troverebbe nelle condizioni di non poter ottemperare ai suoi compiti istituzionali e i surrogandi vedrebbero violato un loro legittimo diritto sancito dalla normativa e dal voto dei cittadini». E’ stato quindi chiesto al Prefetto, al Difensore Civico regionale e al Ministero dell’Interno di invitare i consiglieri a deliberare la surroga. In caso ciò non avvenga, è stata richiesta la nomina di un commissario “ad acta” che provveda.

“La Procura ci dica se è stato commesso reato”

«E’ stato altresì chiesto alla Procura della Repubblica – aggiungono dal municipio – di valutare se vi siano comportamenti illegittimi, finalizzati esclusivamente ed intenzionalmente a procurare un danno ingiusto agli organi del Comune e alle loro prerogative, impedendoli di operare nell’interesse della collettività,
costituenti fattispecie penale di reato».