“San Germano come Lodi”: la denuncia dell’associazione radicale Aglietta un anno dopo il ricorso al Tar contro una deliberazione comunale.

San Germano come Lodi: “il Tar annulli la delibera razzista”

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«Lodi discrimina i bambini stranieri, San Germano Vercellese tutte le popolazioni africane». Lo sostiene l’associazione radicale Aglietta. Un anno fa venne presentato formale ricorso al TAR contro la delibera definita “razzista anti-immigrati” del Comune di San Germano Vercellese, da parte di Igor Boni, in rappresentanza dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, e di Marco Faccioli, cittadino residente a San Germano Vercellese. Il ricorso chiede l’annullamento della deliberazione della Giunta Comunale del 9 agosto 2017 avente a oggetto la “tutela del territorio sangermanese dall’invasione/immigrazioni delle popolazioni africane e non solo”. Tale ricorso è stato predisposto e depositato al Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte da parte dell’avvocato Marco Briccarello.

“Viola i principi costituzionali”

«Come si può definire se non razzista una delibera che nel titolo recita di voler tutelare un territorio ‘dall’invasione/immigrazione delle popolazioni africane’? – chiede Igor Boni, dalla Direzione nazionale Radicali italiani – Una delibera a nostro avviso in palese violazione dei più banali principi costituzionali e di quanto sancito dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo. Un provvedimento viziato a nostro avviso in modo irreparabile dal fatto che in un atto pubblico si violano intenzionalmente le legislazioni internazionali e nazionali a difesa dei diritti inalienabili dell’uomo, qualsiasi sia la sua pelle, il suo credo religioso, le sue opinioni sociali e politiche, la sua provenienza territoriale. Un provvedimento che inserisce sanzioni per chi accoglie migranti (non irregolari!) mentre non si rinviene alcuna disposizione di legge che attribuisca al Comune poteri normativi, regolatori e sanzionatori in materia di accoglienza degli immigrati. Un provvedimento sanzionato dal Difensore Civico regionale nel giugno di quest’anno, che ha visto il Sindaco andare avanti per la sua strada».

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Il ricorso

«Proprio per queste violazioni abbiamo presentato ricorso al TAR, anche sulla base dell’articolo 43 del D. Lgs. 25 luglio 1998, che all’articolo 43 (Discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi) sancisce che ‘costituisce discriminazione ogni comportamento che, direttamente o indirettamente, comporti una distinzione, esclusione, restrizione o preferenza basata sulla razza, il colore, l’ascendenza o l’origine nazionale o etnica, …’ – prosegue Boni – Da rimarcare inoltre che nello stesso testo della delibera si afferma testualmente che ‘E’ intollerabile che Prefetture … facciano business con il sistema dell’accoglienza disinteressandosi (letteralmente: fregandosene) dell’Amministrazione Comunale’. Ritengo che un’affermazione del genere sarebbe valutata come passibile di denuncia penale se fatta in un comizio di piazza ma qui siamo addirittura di fronte a un atto pubblico».

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