“Partito Democratico, un un centrosinistra tutt’altro che allo sbaraglio”: le riflessioni del segretario regionale Paolo Furia dopo i ballottaggi.

Partito Democratico, i ballottaggi

Vercelli non è stata la sola cittadina interessata dal ballottaggio per l’elezione del sindaco. Il segretario regionale del Pd Paolo Furia muove le sue osservazioni alla luce dei vari risultati. «I ballottaggi di ieri raccontano di una battaglia tutta aperta tra centrosinistra e Lega. Gli altri attori, a partire dal Movimento 5 Stelle, appaiono decisamente in difficoltà (come il caso di Livorno, restituita al PD dopo 5 anni con il M5S, dimostra). Per quanto riguarda il Piemonte devono essere evidenziati alcuni punti».

La differenza torinese

«Si conferma la differenza tra torinese e province: su 5 ballottaggi importanti, nella Città Metropolitana  i candidati riconducibili al PD vincono in 4 posti (Beinasco, Chieri, Piossasco e Settimo Torinese). Anche a Rivoli, dove pure la sconfitta brucia, il nostro candidato si avvicina moltissimo alla forza vincente. Nel Piemonte2,  invece,  il PD si conferma a Verbania e a Bra: risultati tutt’altro che scontati considerando il trend generale» rileva.

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Un Pd competitivo

«Non si riscontra l’effetto “tutti contro il PD” che ai ballottaggi delle amministrative 2016 si era constatato, non solo a Torino città – osserva ancora Furia – Anche nelle città delle province al voto ieri i nostri candidati perdono di misura e ci consegnano un centrosinistra tutt’altro che allo sbaraglio. La mia sensazione è che, al netto delle diversità territoriali nelle elezioni amministrative e delle qualità specifiche dei singoli candidati, sempre molto importanti, il PD abbia ripreso a essere un attore competitivo sulla scena politica».

Ripartire dai territori

«C’è molto lavoro da fare – conclude il segretario – Dobbiamo ripartire dai territori, non per retorica, ma perché le migliori esperienze di ripresa e rilancio del PD si sono espresse a livello locale, sostenute da candidati credibili e radicati. Ecco perché ci tengo a ringraziare i nostri candidati sindaci e sindache, sia che abbiano vinto facendo un “miracolo”, come nel caso Settimo Torinese, sia che non ce l’abbiano fatta, in un contesto così difficile».