No Tav interviene sul tema Gian Carlo Locarni, responsabile nazionale del dipartimento ambiente della Lega.

No Tav il caso

«Con il passare del tempo le nostre convinzioni nel merito sulla protesta NO TAV vengono certificate dagli eventi che si susseguono in Val di Susa – afferma il responsabile – L’ortodossia messa in campo per una presunta azione di salvaguardia ambientale ha dovuto arrendersi all’evidenza dei dati oggettivi. Non è più mistero per nessuno che il trasporto su ferro sia meno impattante rispetto al trasporto su gomma, come sembrerebbe essere certificato che per alcuni la battaglia NO TAV resta una battaglia per rendita politica personale e non per una battaglia di salvaguardia ambientale che possa tutelare cittadini e territorio in toto. Da qualsivoglia punto di vista si voglia guardare il progetto che interessa la Val di Susa saranno sempre maggiori i benefici che le negatività per detto territorio».

«Appropriazione della battaglia»

«Aldilà di una quota parte di cittadini che hanno nel proprio DNA la percezione dell’effetto Nimby, cittadini a cui non vi è nulla da biasimare, le preoccupazioni maggiori sono da evidenziare nell’appropriazione di tale battaglia, seppur a nostro parere non corretta, da parte degli attivisti dei centri sociali – prosegue Locarni – Persone che la maggior parte delle volte non hanno alcun legame con la valle stessa. Concludendo ed auspicando una celere azione governativa per il proseguo dell’opera vorremo ricordare che i dati economici di tale importante opera di sviluppo, che non riguarda solo il territorio piemontese, sono recuperabili nella delibera 6/2018 del CIPE e che ulteriori aggravi di costi per certificare ulteriori costi a nostro umile parere non sono necessari».

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I mezzi

«Abbiamo mezzi tecnici ed umani per uno sviluppo eco sostenibile del territorio, ribadendo altresì che l’abbattimento delle emissioni nocive in atmosfera passa anche dal convertire molto traffico su gomma a quello su ferro – conclude Locarni – La Regione deve supportare tale conversione non solo per il progetto Alta Velocità ma in tutti i contesti in cui si possa limitare tali emissioni nocive senza ledere le posizioni commerciali di alcuno. Lo sappiamo è un compito che rimane improbo per alcuni ma per quelli come noi che concretamente restano sicuri dei risultati, dato che siamo supportati dai dati tecnici, le operazioni in questione sono realizzabili senza timore alcuno».