Forza Italia, intervento critico del coordinatore provinciale Alberto Cortopassi sull’avviso di garanzia giunto al ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Forza Italia il commento

«Dunque l’Italia è l’unico paese civilizzato al mondo dove il Governo non può … governare – scrive il coordinatore – Dove il Ministro competente non può decidere chi può entrare e chi no, chi espellere e chi no, dove le politiche migratorie vengono decise da un qualunque magistrato e non dal Presidente del Consiglio.  Insomma tutta la funzione politica che costituzionalmente il popolo, tramite democratiche elezioni, conferisce al governo di turno è soggetta al gradimento – non opinabile – della magistratura di turno, sia essa penale, civile, amministrativa, contabile o tributaria. Una super casta che non ha organi di controllo, se non interni, e che, unica nel suo genere, si autodetermina in tutto … carriera, stipendi, meriti, demeriti (praticamente inesistenti), spostamenti, competenze … E quindi alla fine è arrivato, neanche tanto inatteso, il primo avviso di garanzia per Salvini. Il primo perché, ne stia sicuro, altri ne seguiranno se il Governo continuerà a proseguire sulla sua strada. Più avanti – inesorabilmente  – toccherà anche a qualche esponente di spicco dei pentastellati a cui non basterà l’ombrello del Piercamillo, anche perché il Piercamillo di ombrelli in realtà non ne offre affatto fedele al suo vangelo secondo cui “non esistono innocenti, esistono solo colpevoli non trovati” (sic!)».

La magistratura

«Il problema è che è dal 1992 (tangentopoli) che la politica italiana ha abdicato ed ha ceduto di fatto il potere esecutivo ad una sia pur minima (ma determinata!!!) parte della magistratura. Lo fece in principio con un evidente incoraggiamento della sinistra, in cambio di una iniziale ma provvisoria immunità, ed in seguito per una strutturale debolezza del nuovo ceto politico – prosegue Cortopassi – Dopo 25 anni il tutto si è consolidato e nessun governo è più immune dall’essere attenzionato. Tranne ovviamente i prediletti governi “tecnici”, per loro natura destinati alla provvisorietà e slegati dal consenso elettorale. Anche la sinistra, una volta spolpato per via giudiziaria il centrodestra tradizionale, ha provato l’ebrezza di trovarsi dalla parte sbagliata del mirino. Figuriamoci quindi se poteva schivare il colpo l’esponente più efficace e più efficiente del nuovo governo gialloverde. Salvini infatti è stato “avvisato” non tanto nella sua temporanea funzione di titolare del Viminale, ma in quanto vero leader e vero punto di riferimento del governo. Per ora gli è stato servito l’antipasto, ma stia pur certo che se questo governo dovesse durare si farà il pasto completo. Fino al dolce».

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Il compito del governo

«Questo governo, che per metà non amo affatto, ha però un’occasione unica … quella di metter mano alla sempre annunciata – dai governi di ogni colore – ma mai nemmeno iniziata riforma della magistratura. Salvaguardandone beninteso la terzietà e l’indipendenza nel giudicare, ma regolamentandone i poteri, limitandone gli eccessi, separando finalmente la giudicante dall’inquirente, sanzionandone con un organo terzo e indipendente gli abusi e – come in tutti i consessi professionali e lavorativi – strutturandone la carriera in base ai meriti, ai risultati ed alle capacità invece che alla mera anzianità di servizio – conclude – Questo governo può riuscirci più di ogni altro perché per sua natura è (o perlomeno dovrebbe essere) il meno impaludato con la struttura, il più sordo a certe ingerenze di sistema e persino il meno influenzabile dai consolidati (ma non sempre condivisibili) rituali quirinalizi. Può riuscirci perché gode sulla carta di numeri parlamentari importanti cui si potranno facilmente aggiungere – con una riforma equilibrata e di buon senso – anche quelli di buona parte dell’opposizione. Può riuscirci perché Salvini ha il controllo (e la fiducia) totale delle sue truppe e Di Maio della maggior parte (Fico al momento mi pare in netta minoranza). Questo governo ha l’occasione storica per fare quello che manca da 25 anni. Ridare dignità alla politica e riequilibrare i poteri dello Stato secondo i dettami della Costituzione. Lo faccia, dunque».