Flop illuminazione. Forza Italia: “In città è più buio”. Antonio Prencipe, con tanto di video, contesta la funzionalità dei nuovi punti luce.

Flop illuminazione. Forza Italia: “In città è più buio”

Nuova grana per la Giunta Forte. La tanto decantata nuova illuminazione che Asm sta installando, per molti cittadini ha peggiorato e non migliorato la visibilità. Almeno è quanto rilancia Antonio Prencipe, coordinatore cittadino di Forza Italia, ponendo un’articolata serie di domande al Sindaco.

“Ridotta drasticamente la visibilità notturna”

“I nuovi corpi illuminanti installati hanno ridotto in misura drastica l’illuminazione cittadina, trascurando bellamente quanto evidenziato in premessa dalla norma ovvero che la funzione dell’illuminazione pubblica, pur con attenzione al risparmio energetico, non deve mai trascurare la sicurezza”, constata Prencipe, che ha rafforzato la tesi con tre video esemplificativi che noi abbiamo montato in un unico filmato.

“Si può sapere chi è il progettista?”

Al Sindaco Maura Forte sostanzialmente si chiede: se esiste o meno un Piano per l’illuminazione pubblica, quale sia il progetto che ha portato alla sostituzione dei vecchi corpi illuminanti e soprattutto chi è il progettista.

La considerazione più preoccupante è che si riduce la visibilità notturna sulle strade con maggior rischio che le vettura possano investire pedoni e ciclisti o causare comunque incidenti, ma anche un ambiente più favorevole all’azione del malintenzionati.

Il testo originale

Vista l’importanza della questione riportiamo, per chi voglia approfondire, l’articolato testo di Prencipe, in cui si richiamano normative e principi che sono stati recepiti da leggi e regolamenti e che dovrebbero essere seguite quando si interviene in modifiche dell’illuminazione pubblica.

“Premesso che il servizio pubblico di illuminazione:

· contribuisce al benessere collettivo da più punti di vista, assicurando la visibilità nelle ore notturne per migliorare la fruibilità degli spazi urbani,
· garantisce sicurezza alle persone e ai veicoli per il traffico stradale: automobilisti, motocilisti, ciclisti e – soprattutto – pedoni, aumentando la visibilità dei percorsi, riducendo le possibilità di incidenti,
· dà una sensazione psicologica di sicurezza, intesa anche come deterrente alle aggressioni: vedere e farsi vedere, permettendo di scongiurare atti di microcriminalità e contribuisce al senso di sicurezza e di benessere di ognuno.
· Permette di migliorare la qualità della vita sociale attraverso l’incentivazione di attività serali, che includono l’intrattenimento, la valorizzazione e il godimento da parte della popolazione e dei turisti di monumenti e opere architettoniche, infine e non ultimo il prolungamento delle attività commerciali.

Premesso anche che:

· La gestione dell’illuminazione pubblica è di competenza dei comuni, sia quando l’impianto è di proprietà pubblica che quando è di proprietà privata, come nel caso delle insegne pubblicitarie,
· Che i comuni dovrebbero dotarsi di uno specifico piano per l’illuminazione,
· Che in assenza del piano per l’illuminazione, la classificazione delle strade è definita dal Piano Urbano del Traffico (previsto a livello nazionale dal nuovo Codice della strada per tutti i Comuni con popolazione superiore a 30 mila).

Considerando che:

· L’illuminazione pubblica deve rispettare quattro norme essenziali: Uni 11248, Uni EN 13201-2, -3 e -4, le quali propongono una classificazione delle strade, definendo così un metodo per determinare la classe illuminotecnica in funzione di alcuni parametri specifici, come la complessità del campo visivo, la luminosità dell’ambiente, il tipo di sorgente utilizzato, il flusso di traffico.
· Questa normativa, relativa alla progettazione degli impianti di illuminazione stradale, evidenza, in particolare, la necessità di progettare gli impianti partendo dalle esigenze di sicurezza e, in modo complementare, anche da quelle relative al contenimento dei consumi energetici, senza mettere a repentaglio l’incolumità delle persone,
· La normativa non trascura le situazioni potenzialmente più pericolose. Al punto che, in caso di situazioni caratterizzate da un maggior rischio, come la presenza di incroci a raso, passaggi pedonali o scuole impone addirittura di incrementare la classe illuminotecnica. Una precauzione che deve essere assunta anche quando vengono installate lampade con una resa inferiore, in quanto rendono più difficile identificare la presenza di oggetti o persone sulla sede stradale.
· Le nuove regole impongono un progetto specifico, coinvolgono anche la committenza pubblica, che deve partecipare attivamente all’analisi dei rischi, consentendo di individuare, con la massima precisione, le classi illuminotecniche necessarie ad ogni specifico tratto stradale.

Constatiamo invece che i nuovi corpi illuminanti installati hanno ridotto in misura drastica l’illuminazione cittadina, trascurando bellamente quanto evidenziato in premessa dalla norma ovvero che la funzione dell’illuminazione pubblica, pur con attenzione al risparmio energetico, non deve mai trascurare la sicurezza, e che il cittadino deve sempre avere condizioni di visibilità ottimali nelle ore notturne, permettendo così di scongiurare atti di microcriminalità e contribuendo al senso di sicurezza. Percepito.

Per questa ragione si chiede al Sindaco se esiste un Piano per l’illuminazione pubblica, quale sia il progetto esistente che ha portato alla sostituzione dei corpi illuminanti, e chi sono i progettisti incaricati dal Comune di Vercelli.

Si chiede inoltre all’Amministrazione se, pur nella suggestione del clima ottocentesco in cui la nostra città si è ritrovata con le nuove lampade, constatando la scarsa illuminazione provocata da tale cambiamento, non intenda immediatamente porre rimedio chiedendo alla ditta incaricata di riaccendere le luci in città !!!”

Antonio Prencipe

Coordinatore Forza Italia Vercelli

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