Consiglio Comunale caos: dimissioni di Gaietta e surroghe bocciate.

Consiglio Comunale caos

I cronisti e il tanto pubblico presente al Consiglio Comunale del 21 marzo erano concordi mai s’era vista una cosa del genere.

All’apertura c’è solo la maggioranza 12 più Maura Forte = 13. Subito Michele Gaietta, Presidente del Consiglio si è chiamato fuori e la presidenza pro tempore è passata al consigliere Caradonna come più anziano. E’ quindi arrivato il momento in cui è stato tirato fuori il coniglio dal cappello… il famoso parere del Ministero degli Interni, bissato poi da uno analogo dell’Anci. Il senso del parere è: Il regolamento indica il numero legale per la validità delle assemblee a 14, ma lo Statuto parla di un terzo, cioè 11. Lo Statuto prevale sul regolamento per cui per la gerarchia delle fonti prevale lo Statuto.

La minoranza compatta sostiene che non esiste alcun contrasto tra Statuto e Regolamento sul numero legale, che questo è sempre stato considerato valido a 14, che i Consigli con meno di 14 presenti sono stati annullati, e dunque è illegittimo agire diversamente.

Sospensione del Consiglio

A questo punto è intervenuto il consigliere Maurizio Randazzo: “Sono qua per essere sicuri che siate in dolo quando sarete chiamati a rispondere dei provvedimenti che prenderà il consiglio comunale da qui in avanti”,

Scoppia la bagarre e Caradonna sospende la seduta per alcuni minuti.

Si riprende con 13 della minoranza

Quando si riprende i fronti contrapposti vedono 12 consiglieri di maggioranza più il Sindaco e 13 di opposizione. Perché nel frattempo i gruppi di minoranza hanno preso posto. Obiettivo far saltare le quattro surroghe di altrettanti ex consiglieri di maggioranza dimessisi perché ritenevano chiusa l’esperienza di Maura Forte.

E così avviene 13 pari in tutte le votazioni, surroghe non passate. Anche questa è una prima volta… mai era successo, la surroga è qualcosa di scontato di cui si prende atto, ma nessuno vieta di votare no. A turno vari esponenti della minoranza hanno ribadito che non c’era nulla nei confronti delle persone chiamate a subentrare, ma era la risposa al vulnus iniziale dell’aver stravolto il numero legale.

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L’annuncio di Gaietta

Durante il dibattito, a tratti molto acceso, come in occasione di un botta e risposta tra Malinverni e Cometti sollecitato a spiegare perché non aveva presieduto l’assise, il Presidente del Consiglio Michele Gaietta ha annunciato le sue dimissioni a far data da venerdì 23 marzo. Motivando la rinuncia alla presidenza della seduta col fatto che non avrebbe potuto essere imparziale. Ha anche fatto presente che il doppio ruolo che lo vede anche segretario del Pd cittadino non era più sostenibile. Ha poi ricevuto parecchi attestati di stima dalla minoranza.

Il fuori onda di Caradonna

Altro momento di alta tensione quando Zanoni dei Siamo ha chiesto a Caradonna se avesse o meno pronunciato le parole, colte dallo streaming durante un conciliabolo. “La prossima volta convochiamo consiglio di giorno per mettere in difficoltà qualcuno”. Frase segnalata da chi seguiva da casa e confermata anche da alcuni presenti.

Un passaggio che certo non eleva il tenore di un Consiglio Comunale che ha battuto tutti i record a livello di commedia surreale. Quasi comica la lettura della proposta di surroga di Comella… con una sfilza di persone che hanno rinunciato, lasciando il cerino in mano a Carlo Truffa

Ora comincerà una battaglia legale con un probabile ricorso al Tar delle opposizioni. Probabilmente assisteremo a repliche di questo pareggio fino alla non approvazione del bilancio e al game over oppure Maura Forte e i suoi troveranno l’ennesimo escamotage. Neanche i DC più incalliti nei parlamenti della prima repubblica erano riusciti in esercizi di equilibrismo così audaci. E molti hanno pensato non al “teatrino della politica” ma al “circo della politica”. Gli equilibristi certamente non  mancano, per i clown ognuno la pensi come crede.