«Asl Vercelli va sempre peggio ma la Regione fa finta di niente»: lo sostiene il deputato leghista valsesiano Paolo Tiramani.

Asl Vercelli una dura critica

«L’Asl di Vercelli va sempre peggio». A dichiararlo Paolo Tiramani. «L’aveva già messo nero su bianco la Corte dei conti nel maggio scorso, evidenziando problemi di gestione economico-finanziaria e di territorio, e anche la gestione dei servizi ospedalieri non è stata brillante: lo testimonia la scarsissima azione di contrasto alle liste di attesa che se per le prestazioni sotto osservazione (Lea) sono lunghissime, per quelle extra-Lea è pure peggio – sostiene il deputato – Eppure, invece di assumere provvedimenti, la Regione Piemonte non muove un dito. Anzi, nega tutto e premia chi, come la Direttrice Generale dott.ssa Chiara Serpieri, ha dimostrato una gestione della sanità territoriale assolutamente insufficiente alle necessità dei cittadini della provincia di Vercelli: le numerose manifestazioni di protesta da parte di tantissimi sindaci sono un’ulteriore testimonianza».

L’interrogazione

«Rispondendo a una mia apposita interrogazione parlamentare, il governo ha riconfermato che manca l’equilibrio nel dispositivo normativo attuale (D.lgs 171/2016 poi integrato nel D.lgs 126/2017) tra criteri meritocratici e criteri fiduciari per quanto riguarda le nomine della Dirigenza degli Enti del SSN – prosegue il leghista – Nonostante tutto ciò, la Regione Piemonte, interpellata dal Ministero della Salute, non ha invece rilevato in questi accertamenti della Corte dei Conti, come per tutte le altre tematiche fino ad ora emerse, alcun criterio di decadenza della Direzione Asl».

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“Desertificazione” dei reparti

«Insomma, per l’Assessore Saitta e il Direttore della Sanità Regionale Bono, va tutto bene. Ma l’utenza, e i malati innanzitutto, sanno bene che purtroppo la realtà è un’altra: la desertificazione di alcuni reparti (Radiologia di Vercelli, Ostetricia di Borgosesia) per abbandono, chiusura ‘random’ di servizi essenziali, il progressivo ricorso a servizi di esternalizzazione per coprire le falle di organico dovute a cattiva programmazione o pessime scelte, la chiusura anzitempo di servizi come gli uffici di prenotazione, la pessima gestione del rapporto con il territorio – conclude Tiramani – C’è da chiedersi se per il Pd, che amministra la Sanità Regionale con una gestione fallimentare, tutto questo corrisponda a una gestione virtuosa. Noi pensiamo, invece, che sia giunto il tempo di voltare pagina».