“Rice to love”: mostrata un’anticipazione al forum di Cernobbio.

“Rice to love” la proiezione

Un’anticipazione del documentario “Rice to love” è stata mostrata al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio. Il documentario “Rice to love” nasce da un’idea e con il contributo di Coldiretti Piemonte ed è realizzato dal giornalista e regista Stefano Rogliatti. L’obiettivo è quello di raccontare, attraverso le testimonianze dei protagonisti, il mondo della risicoltura in Birmania, dove il riso gioca un ruolo fondamentale sia come risorsa alimentare sia come merce di scambio.

Il documentario

«Ho sposato l’idea di Coldiretti Piemonte e il mio viaggio, nello scorso mese di luglio, è partito, grazie al supporto della Moses Onlus di Bologna, dall’est della Birmania – racconta Stefano Rogliatti – nel IDP camp dove trovano rifugio i profughi del popolo Karen che da anni sta combattendo la propria guerra per l’indipendenza. Nella ex capitale Yangoon ho incontrato Matt Walton direttore del
programma in Modern Burmese Studies al St Antony’s College dell’università di Oxford che mi ha
parlato della situazione politica in Myanmar. Ultima tappa la città di Sittwe, nello stato del Rakhine: qui sono arrivato al confine con il Bangladesh, zona di estese coltivazioni di riso. Purtroppo, in Birmania non esiste nessuna democrazia e l’esercito birmano ha distrutto interi villaggi appropriandosi dei terreni e lasciando la popolazione in estrema povertà e difficoltà poiché la loro unica fonte di sostentamento è proprio il riso».

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Le importazioni

«La risicoltura italiana sta vivendo un momento di grande crisi a causa delle importazioni a dazio zero dall’est asiatico ed il Piemonte, che è la regione italiana che ha i numeri maggiori a livello produttivo con 8 milioni di quintali di produzione, 117 mila ettari e quasi 1900 aziende, sta vivendo una situazione ormai insostenibile – commenta il presidente di Coldiretti Vercelli Biella Paolo Dellarole – Per questo è ora di denunciare concretamente cosa sta succedendo nei paesi dai quali proviene questo riso e il nostro documentario non si fermerà solo tra i confini nazionali, ma verrà inviato alla Commissione europea a Bruxelles proprio perché l’Unione Europea deve rendersi conto della situazione e smettere di favorire, con le importazioni, la violazione dei diritti umani nell’indifferenza generale. Tramite, anche, questo documento importantissimo continueremo le nostre battaglie per la difesa dell’economia dei nostri territori e delle nostre imprese del comparto risicolo».

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