Polioli Vercelli: secondo la Cgil l’accordo è una resa. Si è creato un precedente pericoloso per altri lavoratori.

Polioli Vercelli: secondo la Cgil l’accordo è una resa

La Cgil, che aveva bollato la proposta di accordo per la Polioli come un ricatto inaccettabile, e difatti non ha siglato l’accordo. Torna sull’argomento per ricordare a tutti, altri sindacati, lavoratori e istituzioni che c’è poco da essere soddisfatti dell’accordo raggiunto e che per i lavoratori è un deciso peggioramento.

La nota della Filctem Cgil

“L’intesa raggiunta sulla vertenza Polioli non ha nulla di innovativo, se non la perdita occupazionale e di diritti dei lavoratori. Siamo di fronte all’ennesima involuzione industriale per il nostro Paese.

Nella giornata di lunedì scorso è stata definita l’intesa della vertenza Polioli, vicenda che ha surriscaldato la già torrida estate vercellese. La sottoscrizione dell’accordo non porta però un gran sollievo e chi in ha mostrato soddisfazione per l’intesa raggiunta forse difetta nel comprendere quanto l’intera vicenda sia elemento di ulteriore frustrazione tra i lavoratori.

Voto carpito ai lavoratori

L’esito della consultazione emerso dall’assemblea dei lavoratori è un dato che è stato abilmente carpito e che per correttezza nei loro confronti, non dovrebbe essere almeno usato in maniera ‘pilatesca’.

L’intera operazione che nulla ha d’innovativo, se non la perdita occupazionale e di diritti dei lavoratori, non porta con sé neppure un vero piano industriale. Siamo di fronte all’ennesima involuzione.

Il fatto d’aver salvato una parte della forza lavoro è certo un dato importante ma il prezzo pagato e il metodo attuato sono precursori di scenari non rasserenanti.

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L’intesa collettiva e le conseguenti pattuizioni individuali rivestono solo ed esclusivamente un compito asseverativo delle volontà padronali. Ed è questo uno fra i tanti motivi per cui non abbiamo condiviso l’intesa.

Un pericoloso precedente

Se questo precedente si replicherà in altre occasioni, diventa spontaneo preoccuparsi per quanti programmati avvicendamenti societari assisteremo.

In particolare, emerge la portata del processo di deindustrializzazione che colpisce aree sempre più vaste del nostro Paese.

Lavoratori e famiglie precipitano nel disagio sociale, altro che crescita o produttività: il nostro sistema economico diventa più povero e più debole in particolare se rapportato alla competizione internazionale.

Il fallimento di un territorio

La situazione stagnante e regressiva delle economie generate dal lavoro reale (occupazione e salari in primis) sono tali da imporre un progetto innovativo, una politica industriale che consenta una crescita, basata su modelli di sviluppo sostenibile tanto a livello economico, quanto sociale e ambientale. Quanto perpetrato in Polioli non ha nulla di tutto questo.

Quanto accaduto è invece una vecchia ricetta che ben rappresenta il fallimento sociale e politico di un territorio e del nostro Paese”.

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