Dazi riso asiatico: finalmente sono una realtà (partiranno dal 18 di gennaio). Soddisfazione di Coldiretti. Per tre anni a decrescere, da 175 a 125 a tonnellata nel 2021.

Dazi riso asiatico: finalmente sono una realtà

Nell’immagine risaie asiatiche.

Ci siamo ormai i dazi sull’importazione di riso asiatico sono scritti neri su bianco in Gazzetta Ufficiale. Nel sottolinearlo Coldiretti Vercelli-Biella non nasconde la soddisfazione.

Il frutto di 5 anni di mobilitazione

“Si tratta di un deciso cambio di rotta – afferma Paolo Dellarole presidente di Coldiretti Vercelli e Biella con delega al settore risicolo – nelle politiche europee rispetto agli accordi commerciali preferenziali stipulati con Paesi che spesso non rispettano le condizioni produttive ed i diritti dei lavoratori vigenti all’interno dell’Unione, con gravi danni per i produttori e rischi per i consumatori. Ora, però – conclude Dellarole – è importante monitorare con attenzione anche le importazioni di riso non lavorato”.

“Una misura necessaria per salvare la nostra produzione che in Piemonte è di 8 milioni di quintali e riguarda circa 2000 imprese. Si tratta, oltretutto, del risultato di 5 anni di mobilitazioni organizzate da Coldiretti, come in ultimo l’evento a Vercelli dello scorso 18 novembre e l’incontro a Bruxelles del 19 novembre, che hanno portato a riconoscere il danno economico dovuto ai volumi di importazioni di riso, giustificando l’attivazione della clausola di salvaguardia e lo stop alle agevolazioni a dazio zero”.

Un freno a Cambogia e Birmania

Via libera, dunque, ai dazi europei sul riso proveniente dalla Cambogia e dalla Birmania, paesi che nel 2017-18 avevano immesso in Unione Europea ben 328 milioni di chili.

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E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in occasione del via libera al regolamento esecutivo della Commissione Europea che attiva la clausola di salvaguardia, dopo la scadenza dei termini previsti per l’adozione dalla procedura scritta.

“L’Italia – rileva la Coldiretti – è il primo produttore di riso con 1,40 milioni di tonnellate su un territorio coltivato da circa 4mila aziende di 219.300 ettari, che copre circa il 50 % dell’intera produzione Ue con una gamma varietale del tutto unica”.

I dazi dureranno tre anni

Con la pubblicazione del regolamento in gazzetta Ufficiale è previsto il pagamento di un dazio per un periodo di almeno tre anni, che parte da 175 euro a tonnellata nel 2019, a 150 euro a tonnellata nel 2020 fino a 125 euro a tonnellata nel 2021, con una possibile proroga di applicazione del dazio ove sia giustificata da particolari circostanze.