“Venite a Laudare”: concerto in Sant’Andrea a Vercelli. Domenica 9 giugno alle 20, per salutare la mostra sulla Magna Charta che ha raggiunto la cifra record di 20mila visitatori.

“Venite a Laudare”: concerto in Sant’Andrea a Vercelli

“Venite a Laudare”: concerto in Sant’Andrea a Vercelli. Domenica 9 giugno alle 20, per salutare la mostra sulla Magna Charta che ha raggiunto la cifra record di 20mila visitatori.

Record visitatori

Terminerà domenica 9 giugno, alle ore 20, la mostra sulla Magna Charta che proprio nei giorni scorsi ha raggiunto la cifra record di 20.000 visitatori.
Gli orari del prossimo fine settimana saranno i consueti 10 – 20 sia sabato che domenica. In occasione del saluto al documento del 1217, grazie alla collaborazione con la Società del Quartetto, domenica 9 alle 21 si terrà un concerto in Sant’Andrea sul tema “Venite e Laudare” a cura dell’Accademia del Ricercare..

Soddisfazione del Sindaco Forte e dell’Assessore Mortara

“Siamo decisamente soddisfatte – dicono il sindaco Maura Forte e l’assessore alla Cultura Daniela Mortara – di come i Vercellesi e i numerosissimi turisti giunti da fuori Città abbiano accolto il documento frutto del lavoro diplomatico del cardinale Guala Bicchieri. Avevamo immaginato che una delle “Carte” che è considerata a pieno titolo tra i fondamenti della Democrazia potesse suscitare molto interesse ma non credevamo in questa misura. Questo evento, che ha coinvolto molte realtà e numerose persone, evidenzia inoltre come la cultura riesca a portare in Città moltissime persone che si accorgono di quanto Vercelli sa offrire e possono decidere di tornarci alimentando l’economia che ogni realtà turistica ben conosce”.

Programma del Concerto

Aurea Luce
Inno gregoriano (IX secolo)
Altissima Luce
(Laudario di Cortona, XIII secolo)
Salutiam divotamente
(Laudario di Cortona, XIII secolo) Lamento di Tristano – La rotta (strumentale)
Polorum Regina
(Llibre Vermell de Montserrat, XIV secolo)
Laudemus Virginem / Splendens Ceptigera
(Llibre Vermell de Montserrat, XIV secolo)
O Virgo splendens
(Llibre Vermell de Montserrat, XIV secolo) La Manfredina – Le tre fontane (strumentale)
Alma Redemptoris Mater
(Anonimo, XIV secolo)
Beata Viscera
(Magnus Liber Organi, XIII secolo)
Mater Dei Mater Virgo Eius
(Montpellier Codex, XIV secolo)
Mariam Matrem
(Llibre Vermell de Montserrat, XIV secolo) Istanpitta – Saltarello – Belicha (strumentale)
Stella splendens
(Llibre Vermell de Montserrat, XIV secolo)
Alle psallite cum luya
(Montpellier Codex, XIV secolo)

Leggi anche:  Settant'anni di Riso Amaro: iniziativa Cgil e Blanderate

Interpreti
Patrizia Maranesi, Teresa Nesci, Monica Ninghetto,
Rossella Arcangeli, Martina Bonomo, Serena Romano, Chiara Galbiati

Germana Busca, flauti, ciaramella Massimo Sartori, vielle, liuto e sinfonia Giuseppe Olivini, organo portativo, ud e percussioni Pietro Busca, percussioni e campane di cristallo

Allestimento scenico e realizzazione musicale di Patrizia Maranesi

“Venite a laudare”

Contrariamente a quanto credono molti, il Medioevo non fu affatto un’epoca oscura ma – anzi – un periodo dinamico e innovativo, che portò l’Europa dalle macerie delle invasioni che avevano segnato la fine dell’Impero Romano allo splendore artistico e culturale dell’età delle cattedrali. Questa feconda vivacità interessò anche la musica, che conobbe un grande sviluppo non solo in ambito liturgico ma anche nella sfera profana, grazie soprattutto all’opera di centinaia di trovieri, trovatori e Minnesänger, che contribuirono a porre le basi delle tradizioni culturali dei paesi europei. Purtroppo, di questa copiosa produzione ci sono pervenute pochissime testimonianze – in non pochi casi anche attraverso fonti indirette – per cui oggi si tende a identificare la musica medievale con le opere sacre, molte delle quali furono tramandate in forma scritta, in quanto ritenute più degne di quelle secolari. Le guerre, gli incendi, le razzie e le distruzioni verificatesi nel corso dei secoli causarono la scomparsa di molti antichi codici, un fatto che ha contribuito a rendere ancora più preziosi quelli sopravvissuti.
Il programma di questo concerto propone una suggestiva silloge di opere di autore anonimo tratte dai tre codici più importanti del XIII e XIV secolo, ognuno dei quali rappresenta una nazione diversa. In particolare, il Laudario di Cortona comprende accanto ai consueti brani in latino le più antiche laudi in volgare di cui ci sia pervenuta memoria, tra le quali spicca la toccante “Venite a laudare” che apre la raccolta. Vergato nei primi anni del XIV secolo, il Montpellier Codex è diviso in otto fascicoli dedicati a generi diversi, con ben 336 opere polifoniche che testimoniano la tradizione devozionale della Francia settentrionale. Miracolosamente sopravvissuto alle truppe napoleoniche che devastarono il Monastero di Montserrat, il Llibre Vermell contiene la musica solo di pochi brani, che tratteggiano però un quadro estremamente vivido dei canti che intonavano i fedeli diretti in questo famoso centro di pellegrinaggi catalano.