Un Vercellese a Sanremo: chi vincerà il Festival 2019? Serata finale tra favoriti, outsider e galassia modernista!

Un Vercellese a Sanremo: chi vincerà il Festival 2019?

Ottavio Pisani con Achille Lauro, discusso protagonista del Festival 2019 con la sua “Rolls Royce”. 

Generale soddisfazione nella conferenza stampa dell’ora di pranzo per gli ottimi ascolti fatti registrare anche nella serata dei duetti dal Sanremo 2019, con oltre 9 milioni e mezzo di spettatori incollati alla TV ed uno share del 46,1%.

Record anche per il Dopofestival, che supera a tarda notte i 2 milioni, mentre la striscia quotidiana “Prima festival” in onda dopo il TG1 ha catturato un pubblico di oltre 7 milioni di persone. Cifre più che ragguardevoli, raggiunte nell’appuntamento che ha anche fatto registrare il primo riconoscimento ufficiale nell’albo d’oro del Sanremo 2019, quello legato cioè alla miglior esibizione di coppia, vinto tra la sopresa generale (l’interpretazione non era nulla di che..) e tra i fischi dell’Ariston, dallo strano duo costituito da Motta e da Nada.

Pronostico complicato in salsa calcistica

Chi vincerà il Festival? Diciamo anzi scriviamo che al di là dei favoriti d’obbligo classici, quest’anno potrebbero spuntarla in molti.
Il Volo rappresenta un pò la Juventus di questo Sanremo 2019.

La loro “Musica che resta” è senz’altro un pronostico scontato, ma troverà sul suo cammino qualche ostacolo, previsto ed imprevisto.

Il Real Madrid – inteso come avversario che spesso ha purgato i bianconeri – potrebbe essere rappresentato da Ultimo, un altro protagonista annunciato alla vigilia, che registra il favore di un pubblico trasversale. Il suo duetto di ieri con l’amico Fabrizio Moro (qualcosa di più di conterranei in quanto romani di San Basilio), trionfatore la passata edizione in coppia con Ermal Meta, potrebbe aver rappresentato un simbolico passaggio di consegne…

Continuando a usare come filo conduttore il calcio e le impreviste battute d’arresto juventine nella coppa dalle grandi orecchie, la storia ci insegna che un Amburgo od un Borussia Dortmund potrebbero essere sempre lì dietro l’angolo.

La Bertè ad esempio. Negli ultimi anni, la vittoria del Festival è stata tributata in taluni casi come una sorta di premio alla carriera (e come tali sono da ascrivere i successi degli Stadio, di Roberto Vecchioni, ed ancora prima di Riccardo Cocciante o dei Pooh). In questa ottica, il pezzo di Loredana potrebbe rappresentare davvero l’outsider che a sorpresa può sollevare il trofeo, chiudendo idealmente il cerchio di una storia musicale personale tornata a livelli consoni alla dimensione dell’artista.

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E che dire di Arisa? La sua esecuzione, simpatica ed orecchiabile, pare destinata a sicuro successo. L’interpretazione di ieri con i Kataklò e Tony Hadley – che ricordo come fosse ieri, nella Sanremo da bere della seconda metà degli anni 80 darsi molto da fare con una bellissima ed affascinante Gabriella Golia sui divanetti della discoteca Boccaccio, oggi non più esistente e sostituita malinconicamente da una pizzeria – avrebbe meritato maggior fortuna. Che il risarcimento non sia di quelli che lasciano il segno?

La galassia modernista

E poi l’impronosticabile galassia modernista.
In una edizione che ha raggiunto picchi di eccellenza assoluta negli indici d’ascolto tra le fasce di giovani e giovanissimi, il meccanismo del televoto da casa – molto più familiare ad un pubblico da talent piuttosto che a quello aged – potrebbe davvero sparigliare le carte in tavola.
Ed allora uno a sorpresa tra Irama, Achille Lauro e la sua “Rorrois”, Ghemon, Mahmood e Federica Carta e Shade, il cui brano sarà destinato a diventare uno dei tormentoni radiofonici dei prossimi mesi.
Premio della critica in ballottaggio tra Daniele Silvestri e The Zen Circus, con il primo avanti di un incollatura nei pronostici della vigilia, avendo a mio avviso Motta ricevuto il contentino ieri sera del trofeo di coppia.

I miei gusti? Sul mio personalissimo cartellino, per dirla alla maniera dell’immortale Rino Tommasi, miei preferiti in assoluto Ghemon, Paola Turci, Achille Lauro, Mahmood e Arisa.

Altri vip incrociati

Ottavio Pisani con Paola Turci, nella hall dell’Hotel Miramare a Sanremo.

Una sobria Maria Teresa Ruta, vestita da pianoforte. Non siamo a Carnevale ma dietro le quinte del Teatro Ariston.

I preziosissimi biglietti per l’Ariston.

Grazie a tutti e forza Pro!

Per concludere questo mio sipario, dedico questa chiusura a tutti coloro che in questi giorni – tra chat di whatsapp e telefonate – mi hanno fatto vivere la mia trasferta a Sanremo in un modo divertente e divertito.
Ed a taccuini chiusi, o meglio socchiusi, dico che alcuni dei motivi per cui è valsa la pena seguire anche questa edizione del Festival siano state le chat del Calcetto, della Balaustra, dei fratelli, di Giacomo (il mio anvudin d’or), della Sanremo targata LCV e di tutti coloro che nel mio piccolo mi hanno fatto sentire autorevole ed importante mandandomi attestati di stima e richieste spesso impubblicabili.
…. E siccome è sabato e domani non sarò ahimè della pugna, avanti Balaustra e avanti Pro!

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