Sant’Andrea Vercelli: altre emozioni di una giornata storica. Veramente suggestiva l’illuminazione esterna, solenne il rito.

Sant’Andrea Vercelli: altre emozioni di una giornata storica

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Sant’Andrea Vercelli: solenne messa per gli 800 anni

Altre immagini della solenne funzione a 800 anni dalla posa della prima pietra della basilica di Sant’Andrea. Un giorno di solennità a cui seguiranno diverse iniziative nelle prossime settimane tra cui spicca la mostra in Arca e un Convegno internazionale. Nel video la suggestione dell’esterno della Basilica che è stata illuminata a festa.

Il bollettino del francobollo

Giusto per ricordare di cosa stiamo parlando ecco il bollettino stilato per il francobollo emesso in onore della basilica ed in cui sono riassunti i punti essenziali della storia del nostro gioiello.

Fondata nel 1219 dal cardinale vercellese Guala Bicchieri, che fu legato pontificio in Inghilterra e in Francia, l’abbazia di Sant’Andrea possiede caratteri unici nel panorama italiano del suo tempo. La basilica in particolare, considerata uno dei più precoci esempi di architettura gotica in Italia, mostra l’innesto di elementi del gotico d’Oltralpe sulla tradizione costruttiva tardoromanica locale. Progettata sul modello delle abbazie cistercensi, l’abbazia venne fin dall’inizio affidata all’ordine dei canonici di Saint-Victor di Parigi. I diversi legami internazionali che anche in questo modo caratterizzano l’abbazia vercellese la rendono un monumento con pochi confronti nel panorama del Medioevo europeo.

Guala Bicchieri entra in possesso nel 1215 di un terreno presso una antica chiesetta di poco fuori alle mura cittadine. Su questo terreno, il cardinale nel 1219 avvia i lavori e chiama a Vercelli più maestranze, certamente italiane, ma probabilmente anche dai paesi d’oltralpe. La chiesa è pressoché ultimata l’anno della morte del fondatore, il 1227. Pur non essendo noto il nome dell’architetto che progetta la basilica e coordina i lavori, è certo che il modello dal quale si trae ispirazione è riconducibile all’architettura d’oltralpe, ma con innesti ad opera di maestranze locali ed emiliane, provenienti dalla scuola di Benedetto Antelami. Infine è emblematico l’arrivo a Vercelli dei canonici vittorini, chiamati da Guala dall’abbazia di St. Victor a Parigi, dove si dedicavano all’istruzione e contestualmente gestivano un ospedale per i poveri e i viandanti. Dall’attività della scuola teologica di S. Andrea scaturì la fondazione a Vercelli, nel 1228, di una delle più antiche università del mondo occidentale.

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L’evoluzione della basilica nei secoli.
La chiesa ha mantenuto in sostanza il suo aspetto originale. Una volta conclusa la fase di costruzione il complesso abbaziale è stato gestito dai canonici di San Vittore fino al XVI secolo, quando ad essi subentrarono i canonici Regolari Lateranensi. Nel XV secolo sul lato destro della chiesa fu edificato il nuovo grande campanile. Nel 1550 venne rifatto il chiostro. L’assedio spagnolo del 1617 arrecò alcuni danni all’edificio. Dal 1818 al 1840 vennero effettuati importanti restauri ad opera di Carlo e Edoardo Arborio Mella. Altri interventi nel XX sec. si devono a Paolo Verzone. Attualmente nel complesso, di proprietà del Comune di Vercelli, sono presenti due comunità religiose, i missionari Oblati di Maria Immacolata e le sorelle della Fraternità della Trasfigurazione.

La basilica di Sant’Andrea è una tappa fondamentale della via Francigena, arteria simbolica che collega Canterbury a Roma. Come la via Francigena, l’abbazia in qualche modo connette l’Europa settentrionale e quella meridionale. In Sant’Andrea è evidente l’interscambio di idee che proprio attraverso la via Francigena, in quegli anni in pieno sviluppo, accompagnava i pellegrini e le merci.

Il fondatore della basilica, Guala Bicchieri, fu ambasciatore pontificio presso la corona francese e inglese, promosse la riforma spirituale del clero in alcune diocesi italiane, francesi ed inglesi e fu tra i cofirmatari della riconferma della Magna Charta nel 1216. Tornato dall’Inghilterra con una ricca dote in segno di ricompensa per la sua attività diplomatica al servizio del Re Enrico III, il cardinale finanziò la costruzione della basilica di Vercelli.

La chiesa di Sant’Andrea è parte di un complesso abbaziale che comprende anche un chiostro e un ospedale. Di fronte alla chiesa è infatti visibile il bel portico gotico del Salone Dugentesco, primo nucleo dell’ospedale costruito a partire dal 1224, mentre la chiesa era in corso di ultimazione. La gestione dell’ospedale fu affidata ai canonici Vittorini, che avevano il compito non solo di assistere bisognosi e viandanti ma anche di amministrare le risorse lasciate da Guala Bicchieri. L’ospedale divenne così negli anni un importante punto di riferimento per i viandanti e pellegrini della via Francigena e non solo.