Festival Sanremo: verso i primi verdetti. Questa sera le nuove proposte, sabato l’apoteosi finale.

Festival Sanremo: verso i primi verdetti

Il sessantottesimo Festival di Sanremo è arrivato ieri al giro di boa.
Da stasera in avanti – come si dice in gergo – sarà tutta discesa, con il primo verdetto ufficiale che riguarderà le Nuove Proposte, ed a seguire il gran finalone del sabato che consacrerà – come abitudine – il vincitore di questa edizione,

Che dire della serata del giovedì?

Per evitare ripetizioni rimando a quanto già postato riguardo al giudizio musicale dell’intera manifestazione.
Livello dei brani sopra la media festivaliera (e qui il merito del direttore artistico è evidente quanto innegabile) e qualità degli ospiti notevole (ieri in un solo colpo Negramaro, Giorgia e James Taylor).
Viceversa, sulla singolar tenzone, ovvero sulle esibizioni delle dieci canzoni ieri in gara, il gusto personale mi orienta su Stato Sociale (possibile sorpresa anche in chiave finale), Max Gazzè, Luca Barbarossa ed il riabilitato duo Ermal Meta/Fabrizio Moro.
Da questo poker (e con l’aggiunta di Ron e del trio Vanoni/Pacifico/Bungaro) potrebbe saltare fuori il vincitore.
Anche se ciò – in virtù dei meccanismi bizantini e perversi del televoto – lo scopriremo solo vivendo… naturalmente con tutta la leggerezza del caso, trattandosi dopotutto solo di canzonette!

Come vive Sanremo il suo Festival?

L’abitante tipo, il sanremese medio per intenderci, sicuramente come una grande seccatura.
E non solo perchè la città si popola di improbabili sirenetti al maschile o al femminile che si muovono ordinariamente, 24 ore su 24, fasciati di altrettanto improbabili fasce tricolori e truccati e taccati all’inverosimile.
E neppure per la presenza di sobri signori uomini con pellicce stile Dersu Uzala o di distinte signore donne zebrate o leopardate alle nove del mattino per immagini che rimandano alle tigri del ribaltabile di fantozziana memoria.
Il sanremese è sempre scocciato di suo, un pò perchè è ligure – e quindi simpatico (eufemismo) campione mondiale nell’arte del mugugno – ed un pò perchè in effetti lavorare e spostarsi nei giorni del Festival non è davvero pratica elementare…

Arredo urbano “kitch” e la chiesa della “Madonna della Costa”

La città – che conta circa sessantamila abitanti ed è già caotica di per se – è attraversata longitudinalmente da una unica direttrice di traffico veicolare che risulta perennemente intasata.
Il suono inconfondibile delle sirene spiegate è colonna sonora abituale della settimana festivaliera, accompagnando ecumenicamente sia situazioni di reale emergenza che qualsiasi spostamento di scorte a protezione degli artisti.
Anche il traffico pedonale lungo le vie centrali – regolato quest’anno da ingressi a senso unico di marcia, da zone rosse e aree di prefiltraggio presidiate da militari – è nel suo piccolo un gran manicomio.
Inevitabile prezzo da pagare, in questi disgraziati tempi moderni ed in presenza di obiettivi sensibili, per la sicurezza di tutti.
La città resta comunque bellissima ed affascinante a dispetto di tutto ciò, con angoli caratteristici ed un centro storico (la Pigna) dominato dall’imponente Madonna della Costa, poco conosciuto in quanto al di fuori degli itinerari turistici tradizionali ma meritevole di essere rivalutato.

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Veduta della “pigna” e infine il Forte di Santa Tecla

I miei “non selfie”

Al termine di questa terza striscia quotidiana sarà a questo punto altissima la curiosità di grandi e di piccini per il consueto briefing sui miei non-selfie.
Un argomento diventato ormai talmente nazional-popolare da appassionare non solo gli attempati componenti del clan della Balaustra, ma addirittura il mondo intero, fino alle lontane Americhe o al Mar delle Indie! (Per chi non mi conoscesse, sto naturalmente scherzando).
Comunque….dopo avere provato singolarmente con ogni componente della band e con risultati tutto sommato modesti… anche per la foto con Elio delle Storie Tese ho dovuto ricorrere ad un aiutino esterno, come documentato nell ‘immagine di apertura.

La mia ennesima bocciatura sul tema è però stata mitigata da un whatsapp ricevuto da un amico milanista in sala stampa e diventato ben presto virale.
Non ci crederete ma ieri all’Ariston girava l’immagine dei calciatori napoletani in lacrime che trovate qui documentata.
Al proposito non faccio davvero nessun commento, se non per affermare che di Napoli e di Juventus a me non frega davvero nulla, e che vedere che le nostre glorie passate restano comunque nel ricordo immortali suscita sempre un bell’effetto,…
Anche questo è Sanremo. Ma stavolta – anche in vista di sabato – chiudo solo con un grande e liberatorio Forza Pro!