Convegno Neuroscienze Il tema dell’edizione 2017 è l a memoria.

Convegno Neuroscienze luminari a Vercelli

Grande attesa per il nuovo convegno di Neuroscienze. Sarà sabato 25 dalle ore 9 al Seminario di  Vercelli. Organizzato come tutti i precedenti da Pier Giorgio Fossale, nella sua veste di presidente dell’Ordine dei Medici, e da Michele Di Francesco, rettore della Scuola Universitaria Superiore Iuss di Pavia, filosofo e studioso di neuroscienze. La parte organizzativa è invece curata da Mariangela Raiti e Marisa Segala.
Il convegno, nobilitato dal titolo petrarchiano «Passa la nave mia colma d’oblio», approfondirà il concetto di memoria e ricordi perduti da quattro diverse prospettive: quella biologica, quella riferita alle malattie, quella storico-letteraria e quella filosofica.

Questi convegni che si fanno ogni anno rendono Vercelli per un giorno un crocevia dei più importanti ricercatori della Mente e del Cervello del momento, con tematiche che debordano dall’ambito scientifico e medico per toccare vari settori della cultura e della conoscenza.

Piergiorgio Fossale e Michele Di Francesco, gli organizzatori del convegno.

Per chi vuole approfondire ecco il programma dettagliato dell’evento.

Alberto Oliverio

Il capitolo «Biologia della memoria» sarà approfondito da Alberto Oliverio, esperto di neurofisiologia dell’Università La Sapienza di Roma.

Oliverio parlerà di neurobiologia della memoria ripercorrendo i passi compiuti dalla scienza che hanno portato a guardare alla memoria come a un archivio in cui vengono depositate le esperienze di vita, un archivio duraturo responsabile delle cosiddette «memorie a lungo termine” che sta alla base della stabilità dei ricordi.

Concetti messi in discussione da studi più recenti che indicano come i ricordi dipendano da un complesso lavoro di rimpasto di «frammenti» relativi a esperienze ed eventi autobiografici.

Si parlerà anche di precarietà della memoria e di «false memorie», più frequenti in un’epoca caratterizzata da esperienze mediatiche.

Stefano Cappa

La parte dedicata alle «Malattie della memoria» sarà affrontata da Stefano Cappa, professore alla Iuss di Pavia. Cappa spiegherà come la memoria non sia una funzione unitaria, bensì un insieme di strumenti differenti, che consentono di far fronte in modo articolato alla necessità biologica di registrare l’esperienza.

Il sistema di memoria più complesso, forse patrimonio esclusivo della nostra specie, è la memoria episodica, responsabile della capacità di registrare, immagazzinare e recuperare quelle informazioni che sono caratterizzate da precise coordinate: dove, quando, con chi. Ricordare è un processo di ricostruzione, che dipende da molte regioni cerebrali.

Un ruolo centrale è svolto dalla parte profonda dei lobi temporali, che contiene il sistema dell’ippocampo.
Si parlerà del caso di Henry Molaison, paziente deceduto qualche anno fa che venne sottoposto ad asportazione bilaterale di questa parte del cervello, le cui funzioni erano allora poco conosciute, per trattare una forma incoercibile di epilessia, e divenne completamente amnesico, ovvero non era più in grado di formare memorie episodiche.

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Se sono coinvolte altre aree, come i lobi frontali, in seguito ad esempio di un trauma cranico o di un ictus, compaiono difficoltà nella precisa collocazione spaziale o temporale delle informazioni, ed i soggetti possono diventare “confusi”.

Sono proprio queste aree del cervello ad andare incontro per prime a modificazioni nell’invecchiamento normale e nelle più comuni malattie della memoria, quali la malattia di Alzheimer e la demenza vascolare.

Lina Bolzoni

Lina Bolzoni, docente alla Scuola Normale Superiore, Pisa, tratterà il tema dei «teatri della memoria».
Nell’epoca di Internet e del trionfo delle immagini, siamo in grado di capire meglio la tradizione secolare dell’arte della memoria, che raggiunge nel Rinascimento le sue espressioni più spettacolari.

Come succede ad esempio nel teatro della memoria di Giulio Camillo, un personaggio eccentrico, disprezzato come ciarlatano e esaltato come uomo divino. Camillo insegue per tutta la vita il suo sogno: un teatro della memoria capace di contenere tutto il sapere, una mente artificiale, che lega insieme memoria e invenzione.

A secoli di distanza, nel Novecento, un sogno analogo rinasce fra emigrati negli Stati Uniti, come nel Palazzo enciclopedico di Marino Auriti, o nelle fantastiche cattedrali di Achilles Rizzoli, che rappresentano l’interiorità delle persone amate.

Michele Di Francesco

Ultimo intervento sarà di Michele Di Francesco sul tema della «memoria e dell’identità personale».
Che cosa rende un dato individuo lo stesso al variare del tempo? Che cosa mi permette di considerare azioni e pensieri del passato come le mie azioni?

Queste domande caratterizzano dal principio la filosofia moderna, con la sua enfasi su individualità e responsabilità, e conducono ad affrontare la questione del rapporto tra memoria e identità personale. Da Locke a Leibnitz, da Hume al contemporaneo Dennett innumerevoli pensatori hanno proposto le proprie audaci congetture.

Oggi questo tema è arricchito dagli straordinari sviluppi di delle scienze della mente e del cervello – che offrono lo spunto di una rivisitazione delle principali teorie filosofiche sull’origine del sé e dell’identità personale.

Daniele Gandolfi