Castello Lozzolo: “un museo pubblico mancato”. Questa l’opinione del Centro Vercellae, ma il Sindaco non è d’accordo.

Castello Lozzolo: “un museo pubblico mancato”

Il Castello di Lozzolo, un maniero della fine del XV secolo eretto dai Conti Avogadro, sta rinascendo, almeno in parte. Il merito è di un artista straniero, che ha comprato un’ala nel 2014 e la sta riportando ai meritati fasti. Una storia esemplare, un classico della Bella Italia amata più dagli stranieri che dagli italiani. Su questa vicenda, però, si è innescata una polemica tra Dario Gaviglio e i suoi collaboratori del Centro Studi Vercellae e il Comune di Lozzolo. Motivo? Nel 2012 il Centro vercellese si offrì di acquistare il castello, per restaurarlo e trasformarlo poi in un museo pubblico, in modo da creare un’attrazione per i turisti. Ma poi i contatti fra Comune e Associazione non si concretizzarono. Le posizioni delle due parti in merito sono contrastanti. Ricostruiamo la vicenda in maniera che ognuno si faccia la propria opinione in merito

La prima lettera di Vercellae

“In un articolo apparso sul giornale “La Stampa” del 02.01. 2012 venne scritto: “Lozzolo-il castello in regalo? Impossibile mantenerlo”. Il Centro Studi, Ricerche Storiche ed Archeologiche Vercellae e la sezione Gruppo Archeologico Piemontese Orientale del G.A.I. di Roma, si attivarono per acquisire il castello destinandolo a museo pubblico come i castelli della Valle d’Aosta. L’intenzione era quella di impedirne la rovina, il degrado e arredarlo come i castelli medievali. Inoltre, avremmo allestito al suo interno una collezione di reperti storici già schedati dal Ministero per i Beni Culturali. Altresì l’interno dell’edificio sarebbe stato messo a disposizione della comunità di Lozzolo e dei turisti che avrebbero recato benefici al paese. Ma, dopo diversi tentativi intercorsi con la precedente Amministrazione comunale di Lozzolo e la successiva subentrata in reggenza, venne manifestata diffidenza nei confronti di estranei al paese. E’ meglio darlo ai Belgi che ha italiani di un Gruppo Archeologico con statuto finalizzato per i beni culturali?
E poi, sono più estranei i vercellesi e i novaresi dei belgi?
Contattata la proprietaria svedese del Castello ci venne dichiarato di interloquire con il Comune! A questo punto, per farla breve perché vi risparmiamo di spiegarvi le difficoltà avute in telefonate e incontri con vari amministratori, procuratori, sindaci, incaricati, desistemmo e andammo a salvare altri luoghi storici posti a sud di Vercelli, dove c’è comprensione e meno burocrazia. Sarebbe, tutto questo, un copione da film con dichiarazioni dei soggetti contattati, da far ridere.
È un vero peccato per i cittadini di Lozzolo non avere avuto un museo archeologico in paese, avrebbe assicurato maggiori turisti e commercio”.

La risposta del Sindaco di Lozzolo

Il Sindaco del paese Roberto Sella rispose per le rime a Gaviglio con un’articolata nota che riportiamo.

“Gaviglio ha perso una grande occasione per fare bella figura e perseguire gli scopi della sua associazione: anziché sparare a zero sulla comunità lozzolese – scrive Sella -. Avrebbe invece potuto offrire pieno appoggio e collaborazione per proseguire nel recupero e nella valorizzazione del Palazzo Sud del castello. Infatti un museo può essere realizzato anche all’interno di un edificio privato. Inoltre credo si siano palesate le nostre preoccupazioni: il suo interesse probabilmente non era e non è il bene della collettività».

Va sottolineato che il Palazzo Sud del Castello è di proprietà privata, ripartita tra nove intestatari diversi. Nel 2010 un proprietario mancò e la sua volontà fu quella di donare la propria porzione di castello al Comune di Lozzolo. «Ne seguì una perizia estimativa e quando diventai sindaco, nel 2011, presi in mano la situazione dato che fino a quel momento nulla era stato deciso – ricorda Sella -. L’amministrazione fu concorde che entrare in possesso di un immobile di notevoli dimensioni e di pregio era un impegno importante per la comunità lozzolese. Però per poter aver cura adeguata di questo patrimonio si decise che era buon senso avere in possesso tutto Palazzo Sud per poter progettare un piano di recupero che avesse una sua funzionalità ed utilità. A tale scopo nel 2012 furono interpellati tutti i proprietari del Palazzo Sud per capire se avessero la disponibilità a donare la propria parte all’ente pubblico, ma non tutti furono dell’idea. Pertanto l’amministrazione decise che non poteva prendere in carico neanche la porzione più grande, quella ad ovest del Palazzo». Nel frattempo si fece avanti il Centro Studi Ricerche Storiche e Archeologiche per prendere in possesso il bene. E sempre Sella ricorda: «Fu anomalo il fatto che Gaviglio volesse che fosse intestato a lui il bene e non all’associazione e anche la risposta alla nostra richiesta di fornire le credenziali del Centro Studi non non fu esaustiva. Pertanto considerando nel complesso la situazione fu deciso di non proseguire i rapporti».

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Fortunatamente nel 2013 Jean Marie Pierret, francese della Borgogna, più volte ospite da amici qui a Lozzolo, nacque il desiderio di recuperare il castello e decise di acquisire dal proprietario la porzione di castello che nel 2010 si voleva donare al Comune di Lozzolo per il suo recupero e valorizzazione che ora ha cominciato. Conclude Sella: «In definitiva, non è una questione da dove viene una persona, come denuncia Gaviglio, ma è una questione di passione, di interesse per la collettività e di serietà”.

La replica di Vercellae

“Il Centro Studi, Ricerche Storiche Archeologiche Vercellae – Gruppo Archeologico Piemonte Orientale – sezione dei G.A.I. di Roma, ringrazia i Direttori dei giornali che hanno pubblicato il nostro comunicato riguardante il castello di Lozzolo,  offrendoci la possibilità  di informare  i cittadini sulle nostre intenzioni in riguardo al patrimonio storico.

Quando apparve sui giornali l’offerta in donazione del castello di Lozzolo con il titolo: “Castello in regalo, impossibile riceverlo e mantenerlo da parte del Comune di Lozzolo”, il Centro Studi, Ricerche Storiche Archeologiche Vercellae si presentò dal Sindaco Gatti offrendosi disponibile, anche, all’acquisto dell’edificio per predisporlo all’accoglimento di una collezione storico-archeologica di migliaia di oggetti.

Non fummo ricevuti calorosamente, tanto che venne manifestata diffidenza e timore in riguardo al possesso del castello da parte di privati. Si fece fatica a spiegare che avremmo portato oggetti storici in Lozzolo per essere visti dai turisti, e non avremmo portato via il castello di Lozzolo.

Successivamente, in tempi brevi, subentrò il nuovo Sindaco che ci accolse, richiedendoci della documentazione riguardante le attività del Nostro Centro Studi Vercellae, che fornimmo. Inoltre, dichiarammo nel nostro progetto l’intenzione di intestare il castello al Centro Studi Vercellae, e non a un privato. Private erano le collezioni storiche che avremmo collocato all’interno del castello. Si propose anche una convenzione con il Comune di Lozzolo per amministrare insieme il patrimonio storico. Del resto, ci sembrava interessante che un castello ospitasse delle raccolte storiche; una bella cornice presenta meglio la storia. In aggiunta, inviammo una richiesta di collaborazione alla vostra Associazione locale, senza mai aver ricevuto risposta. Quindi, siete voi che avete perso delle occasioni, mentre noi abbiamo ottenuto nuove collaborazioni e realizzato nuovi progetti in luoghi dove esiste ospitalità.

Il Sindaco subentrato a Gatti ci disse che era preoccupato della venuta di volontari estranei al paese o di possibili No-Global! Noi sì rispose che l’importante non era il colore politico o della pelle dei volontari che avrebbero contribuito per compiere  il restauro del castello, ma la serietà professionale.

Il belga che ha acquisito parte del castello è un privato o no? Porterà delle collezioni storiche e aprirà al pubblico il castello?

Non ci capite? Vi siete dimenticati di cosa avete detto? Fate confusione? Confondete gli avvenimenti perché avete capito di non aver fatto bella figura con i vostri elettori di Lozzolo? I Sindaci devono accogliere le opportunità che gli si offrono, per il bene del paese.

I cittadini di Lozzolo devono sapere che i Gruppi Archeologici Italiani hanno nel proprio Statuto, per finalità, lo studio, la ricerca e la valorizzazione dei beni culturali.

Il nostro interesse è la ricerca scientifica”.

 

La nostra Associazione non è nostra, ma è del popolo, con all’interno dei ricercatori e studiosi, a livello nazionale, con convenzioni con il Ministero per i Beni Culturali; Protezione Civile; Fondo Nazionale per il Volontariato; Forum delle Associazioni dei Paesi del Mediterraneo; Docenti dell’Università.

I Sindaci devono chiedere il parere al popolo. Avete chiesto al popolo di Lozzolo se preferiva un privato che fosse proprietario del castello, o i Gruppi Archeologici Italiani che avrebbero fatto un museo per il popolo?

Offrite un castello in regalo chiedendo aiuto e poi cambiate idea…