Truffa del vino: una donna ha ingannato la titolare di un ristorante.

Truffa del vino, la dinamica

Sabato mattina la Polizia di Stato di Vercelli ha denunciato una donna per il reato di truffa ai danni di un noto ristorante cittadino. Nello specifico la titolare del ristorante nei giorni scorsi riceveva una telefonata con la quale una sedicente cliente intendeva prenotare una cena per otto persone. Nel discutere dei particolari per la cena, la cliente chiedeva alla titolare del ristorante la cortesia di ricevere, per suo conto, delle bottiglie di vino pregiato, che il “grossista” non avrebbe potuto consegnare alla “cliente” poiché non titolare di una attività commerciale; fornendole i numeri di telefono che avrebbe dovuto contattare per effettuare l’ordine.

La vendita

La titolare del ristorante contattava quindi il grossista “venditore di vino” prenotando le sei bottiglie richieste dalla cliente per un importo di circa 500 euro. Nel pomeriggio si presentava al ristorante una donna che consegnava le sei bottiglie di vino,  ricevendo in cambio la somma pattutita. In serata nessuno si presentava alla cena prenotata e, dopo che la titolare del ristorante provava in più occasioni a contattare la cliente che aveva effettuato  la prenotazione, si accorgeva che il vino consegnatole era di scarsa qualità e che, quindi, le era stata perpetrata una truffa.

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La denuncia

Il giorno successivo la proprietaria del ristorante si presentava all’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura denunciando quanto accaduto. Immediatamente partivano le indagini del personale in servizio presso la “Trattazione Atti” dell’U.P.G.S.P. che, a seguito di una breve ma intensa attività investigativa, riusciva a selezionare vari nominativi di donne già conosciute per i loro trascorsi da truffatrici. A questo punto tramite una comparazione tra le donne selezionate e le immagini delle telecamere di video sorveglianza del ristorante, gli Agenti riuscivano ad identificare compiutamente una donna, italiana, con numerosi precedenti penali, specializzata nella cosiddetta “truffa del vino”. Tale donna successivamente veniva anche riconosciuta dalla titolare del ristorante truffata e deferita in stato di libertà alla competente A. G. per il reato di truffa.