Simulazione valanga un’esercitazione per i soccorritori della neve.

Simulazione valanga ad Alagna

Sei escursionisti sono stati travolti da una valanga. I soccorritori devono ritrovarli con i mezzi a loro disposizione. È, fortunatamente, “solo” una simulazione quella andata in scena oggi ad Alagna. Vi hanno preso parte gli operatori del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico del Piemonte, quelli del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di stanza a Riva Valdobbia e i Carabinieri di Alagna.

Un’esercitazione unica

«Si è trattato di un’esercitazione unica nel suo genere – spiegano gli organizzatori – poiché non pianificata in anticipo: i tecnici intervenuti sono stati chiamati senza preavviso come in un intervento reale. Alle 9 in punto di questa mattina è partita la macchina organizzativa per un intervento di soccorso su un’ipotetica valanga staccatasi nel territorio della Val Vogna. All’arrivo sul luogo dell’incidente, gli operatori si sono trovati un figurante/testimone che raccontava di aver visto 6 escursionisti inghiottiti nella massa nevosa. In realtà il campo valanga era stato preparato nei giorni scorsi da alcuni tecnici all’insaputa delle squadre e precedentemente erano stati nascosti sotto la neve 3 manichini e 3 figuranti in carne e ossa».

A cosa servono le esercitazioni

«L’obiettivo era mettere alla prova gli operatori sull’utilizzo dell’Apparecchio per la Ricerca del Travolto da Valanga (Artva) e le due Unità Cinofile da Valanga presenti, oltre alle strategie di coordinamento e collaborazione tra i componenti dei due corpi – spiegano – I figuranti fingevano infortuni tipici dei travolti da valanga e necessitavano di specifiche tecniche di estricazione e stabilizzazione da effettuarsi in collaborazione tra gli operatori e la componente sanitaria del CNSAS Piemonte, mentre i manichini rappresentavano le vittime della slavina e richiedevano una lavoro di coordinamento tra i volontari del CNSAS Piemonte e dell’autorità pubblica rappresentata da Sagf e Carabinieri per la rimozione delle salme».

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Rapidità e coordinazione

«Si è trattato di un test molto utile – ha dichiarato Fabio Loss, Capostazione CNSAS Piemonte di Alagna – perché ci ha consentito di misurare la reattività dei nostri operatori in una situazione più reale possibile. A differenza delle esercitazioni classiche, abbiamo valutato la rapidità dei tecnici nel presentarsi in condizioni di operatività sul luogo dell’incidente. L’aspetto più positivo è legato alle piccole complicazioni emerse a livello di coordinamento tra corpi e di comunicazione sul terreno perché offrono nuove sfide operative su cui lavorare per rendere il nostro servizio più efficiente».