I Carabinieri della Stazione di Santhià hanno arrestato un 18enne di origine marocchina residente a Bergamo, gravato da vicende penali per reati contro il patrimonio.

Ruba un cellulare: acciuffato ed arrestato dai Carabinieri

Ruba un cellulare: acciuffato ed arrestato dai Carabinieri. L’episodio è avvenuto venerdì pomeriggio, alle 17.30 circa, sul treno Torino – Milano. I Carabinieri della Stazione di Santhià hanno arrestato un 18enne di origine marocchina residente a Bergamo, gravato da vicende penali per reati contro il patrimonio, perché ritenuto responsabile di furto con strappo e porto abusivo di coltello.

I fatti

L’episodio è avvenuto venerdì pomeriggio, alle 17.30 circa, sul treno Torino – Milano. Proprio mentre il convoglio stava ripartendo alla volta del capoluogo lombardo dopo la fermata alla stazione di Santhià, un’insegnante torinese 35enne in viaggio per Milano si è vista strappare dalle mani il proprio telefonino da un giovane, che ha fulmineamente imboccato la porta della carrozza ed è fuggito lungo la pensilina con il telefono tra le mani. A nulla è servito gridare
La donna, però, non si è persa d’animo ed ha chiesto ai vicini di posto di poter essere messa in contatto con il centralino dei Carabinieri. Un passeggero l’ha quindi aiutata, contattando con il proprio cellulare i Carabinieri e mettendoli in contatto con la derubata, che ha riferito l’accaduto e fornito una descrizione quanto più dettagliata del ragazzo.
La segnalazione è stata immediatamente condivisa tra la Centrale Operativa dei Carabinieri di Vercelli e la pattuglia dei Carabinieri di Santhià, che era peraltro impegnata proprio in un servizio di controllo della zona della stazione ferroviaria, obiettivo considerato da sempre particolarmente sensibile, che hanno subito avviato le ricerche. In pochi minuti è stato individuato un giovane, perfettamente corrispondente alla dettagliata descrizione che l’insegnante aveva fornito all’operatore al telefono. L’uomo è stato bloccato e, dopo la prima identificazione, condotto in caserma, dove i Carabinieri hanno proceduto alla sua perquisizione, rinvenendogli addosso il telefono rubato ed un coltello con una lama di 6 centimetri, realizzato artigianalmente, che è stato immediatamente sequestrato.
Infine, il telefono, riconosciuto dall’insegnante derubata, è stato restituito all’avente diritto, mentre il 26enne, peraltro riconosciuto con certezza dalla stessa vittima nel corso dell’individuazione fotografica, è stato arrestato perché ritenuto responsabile di furto con strappo e porto ingiustificato di armi od oggetti atti ad offendere.

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Il verdetto

Sabato mattina si è celebrata l’udienza direttissima, a conclusione della quale l’arrestato è stato condannato ad 1 anno e 10 mesi di reclusione, con la sospensione della pena.

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