Picchia la moglie nel giorno della Festa della Donna: arrestato dalla Polizia che mette fine a una storia di abusi.

Picchia la moglie nel giorno della Festa della Donna: arrestato

Nel pomeriggio del 10 Marzo, la Squadra Mobile della Questura, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di origini pugliesi, residente a Vercelli, responsabile di maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate e minacce gravi nei confronti della moglie.

La notizia, è stata tenuta sotto il più assoluto riserbo fino a mezzogiorno di lunedì 12 marzo quando è stata divulgata dalla Questura in un’apposita conferenza stampa.

Il  ricovero al Pronto Soccorso l’8 di marzo

L’attività investigativa è nata con l’arrivo della donna presso il locale Ospedale a causa di alcune lesioni all’occhio dovute ad un pugno sferrato dal marito proprio nel giorno della “Festa della donna”.
La Polizia di Stato, il personale del posto di Polizia ospedaliero, ha subito intuito la causa delle lesioni. Gli agenti sono riusciti ad ottenere la fiducia della vittima che, confidandosi, ha raccontato una drammatica storia di abusi.
Violenze, protrattesi per anni, senza mai essere state denunciate.

Storia di un matrimonio finito male

La coppia, conosciutasi nel 2004, è convolata a nozze nel 2012.

Dall’unione sono nati due bambini che ora hanno rispettivamenti 10 e 5 anni.

L’uomo risulta peraltro essere un ex-militare dell’Esercito Italiano, al quale non è stata confermata la “rafferma” a causa dei comportamenti violenti, per i quali era stato già denunciato in passato.
Il temperamento violento del marito, gravato tra l’altro da precedenti per lesioni e porto abusivo d’arma da fuoco, si è palesato fin dall’inizio della relazione con un’escalation negli ultimi anni di convivenza.
Pochi mesi fa, la decisione della donna di provare ad allontanarsi e separarsi che ha scatenato l’ira dell’uomo.
Infatti, se inizialmente le condotte violente consistevano in schiaffi, spintoni, insulti e minacce, innescate da futili motivi, successivamente si sono tramutate in vessazioni fisiche e psicologiche ben più pesanti e perpetrate in presenza dei due figli minori della coppia.

Leggi anche:  Geometra ucciso durante una perizia

Le percosse diventano feroci

Invero, nel novembre scorso, la donna è stata colpita più volte al torace ed ha subito la frattura di due costole; tuttavia, in tale occasione la stessa riferì al personale medico, che la soccorse, di essere caduta accidentalmente.
In occasione della recente denuncia, la vittima ha segnalato che l’uomo possedeva illegalmente una pistola ed aveva minacciato di usarla contro alcuni suoi familiari residenti nella provincia di Vercelli.

La Squadra Mobile si attiva

A fronte di tale racconto, la Squadra Mobile della Questura di Vercelli si è dunque immediatamente attivata e, con la collaborazione dell’Arma dei Carabinieri, ha presidiato tutte le abitazioni dei familiari potenzialmente coinvolti dalle minacce al fine di scongiurare tragiche conseguenze.

Un arsenale in casa

Nel frattempo, alcuni equipaggi della Polizia di Stato si sono immediatamente recati a casa dell’uomo. Ivi rintracciato, gli operatori della Questura hanno eseguito una perquisizione domiciliare, grazie alla quale è emerso un vero e proprio arsenale di armi tra cui oltre dieci coltelli di ogni genere e tipo, manganelli telescopici, tirapugni e, finanche, una pistola, fedele riproduzione di un’arma vera, risultata poi essere a salve. Le armi sono state subito sequestrate.

La donna e i figli portati in un rifugio

Grazie alla tempestiva attività del Pubblico Ministero competente ed alla collaborazione di tutte le istituzioni (Arma dei Carabinieri, Polizia Municipale e Comune di Vercelli) la Polizia di Stato è riuscita a porre sotto protezione la donna ed i propri bambini, trasferendoli in un luogo sicuro.

La piaga della violenza in casa

Tale episodio si inserisce in un quadro di crescente paura collettiva per i reati commessi tra le mura domestiche. Infatti, secondo l’ultimo rapporto sul femminicidio, delle 355 vittime di omicidi nel 2017 ben 140 sono donne uccise da un familiare, nel 75% dei casi dal partner o dall’ex convivente. A tale dato si accompagna il rapporto del Viminale che registra un aumento del 41,63% delle richieste di licenze di porto d’armi ad uso sportivo, le più facili da ottenere, negli ultimi quattro anni.