Omicidio Vercelli: la ricostruzione VIDEO. Gli inquirenti parlano di come si è arrivati a concentrare i sospetti sul figlio della vittima.
LA NOTIZIA E’ STATA TENUTA SOTTO IL PIU’ ASSOLUTO RISERBO DALLA QUESTURA FINO ALLE 13 DI LUNEDI’ 16 LUGLIO E DATA A TUTTI GLI ORGANI DI INFORMAZIONE NEL CORSO DI UNA CONFERENZA STAMPA

Omicidio Vercelli: la ricostruzione VIDEO

La conferenza stampa di lunedì 16 luglio in Questura, convocata dal Questore Rosanna Lavezzaro per dar conto di un’eclatante inchiesta ha visto prendere la parola il Procuratore capo di Vercelli Pier Luigi Pianta, i due sostituti procuratori Francesco Alvino e Davide Pretti e il dirigente della Squadra Mobile Antonino Porcino. Gli inquirenti hanno spiegato nei dettaglio come è nata l’indagine e le svolte che hanno portato al fermo del sospetto.

Nei video (in due tronconi) il racconto delle indagini

Una storia sconcertante e terribile

Paola Merlo, 66 anni, non è morta cadendo accidentalmente dalla scala mente lavorava nella sua casa di via Benadir  lo scorso 10 luglio. Secondo la ricostruzione della Squadra Mobile della Questura di Vercelli a ucciderla sarebbe stato il figlio Caleb, 38enne di origini camerunensi, adottato dalla donna che era una stimata insegnante e sindacalista, che per anni ha insegnato proprio nei corsi per stranieri. Il motivo sarebbe stato il dissidio che era nato con la madre, probabilmente per via delle continue richieste di denaro del giovane che sarebbe affetto da ludopatia. Per stabilire che si è trattato di un omicidio hanno dovuto lavorare ben due medici legali. Alla fine è emersa la verità.

La versione di Caleb non regge

Contemporaneamente la versione dei fatti fornita dal figlio non ha retto. Sono anche al vaglio circostanze di premeditazione. Infatti Caleb, giorni prima dell’episodio, aveva denunciato alla Polizia di essere stato rapito da due trafficanti di uranio dicendo che avrebbero minacciato di uccidere sua madre se non avesse acconsentito a fra contrabbando di materiale radioattivo col Camerun… Una storia inverosimile di suo.

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Al bar dopo la morte della madre

Il giorno prima della morte della signora Merlo, poi, aveva confidato ad amici di essere preoccupato perché sua mamma era caduta dalla scala… ma questa circostanza pare non essere vera. Infine, come tutto fa presumere, dopo la morte della madre adottiva, causata probabilmente da un 0ggetto contundente, ritrovato dalla Polizia. E’ andato al bar per crearsi un alibi, telefonando da lì e sempre con la storia di essere preoccupato per la mamma. Poi (siamo intorno alle 15 del 10 luglio) è tornato a casa, da lì ha poi dato l’allarme per i soccorsi, sostendendo la tesi dell’incidente.

Il ragazzo è in stato di fermo a disposizione della magistratura, domani, martedì 17 luglio, ci sarà l’interrogatorio di garanzia per la eventuale convalida del fermo. Gli inquirenti hanno segnalato che le indagini hanno preso la piega giusta anche grazie all’ostinazione di una persona vicina alla madre che ha da subito messo in dubbio che si trattasse di un incidente domestico.

Il nome operazione “cortometraggio” è stata scelta perché il giovane da tempo sosteneva di lavorare nella produzione cinematografica, in realtà era senza lavoro e con grossi problemi. La notizia fa scalpore anche perché Caleb è un volto noto a Vercelli nel campo dei movimenti per l’integrazione culturale. E’ stato anche presidente dell’associazione “Valori dimenticati”.

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