Intanto Cristina Carenzo, nel carcere di Biliemme, non confessa. Domani attesa la conferma dell’arresto da parte del gip

Per ora Cistina Carenzo, la  donna vercellese accusata di aver ucciso la madre, Franca Ranghino, nella loro villetta a schiera in via Walter Manzone, non confessa. Rinchiusa da ieri sera nel carcere di Biliemme, finora non ha voluto fare alcun tipo di ammissione e resta in silenzio. La Carenzo è difesa dall’avvocato Davide Scarpa. Nelle prossime ore toccherà al gip stabilire se confermare o meno il fermo che è stato disposto dal pm Serafina Aceto dopo un interrogatorio durato per l’intera giornata di ieri. Lunedì avrà luogo anche l’autopsia dai cui risultati si capirà meglio se Franca Ranghino è morta a causa delle botte subite, magari con l’ausilio di un oggetto contundente (si parla del manico di una pesante scopa). Quel che è certo sono le continue discussioni tra madre e figlia, il più delle volte contornate anche da urla. La stessa cosa pare sia accaduta nella tarda serata di mercoledì. Poi giovedì mattina la figlia ha rinvenuto il corpo senza vita della madre e ha avvertito il medico di famiglia, il quale ha dovuto far intervenire, in preda a pesanti dubbi su quanto aveva visto, la Polizia.