Omicidio a Vercelli, le parole del padre di Bessi. “Abbiamo affittato il vecchio negozio a un’associazione religiosa di Torino che quando si è trattato di pagare l’affitto è scappata via”.

Omicidio a Vercelli. Visto un uomo allontanarsi dal garage

Chiaramente sconvolto dal repentino evolversi della tragedia, Giuseppe Bessi scambia due parole con la stampa a pochi metri dalla discesa che conduce nel garage luogo del delitto, quello in cui lavorava il figlio Antonello, ucciso a coltellate nella tarda mattinata di martedì 4 settembre 2018.

Il barista che ha chiamato la polizia pare abbia visto un signore allontanarsi dal garage in quei momenti. Ma non l’ha visto in faccia. Gli agenti della questura mi hanno avvisato a casa (in frazione Boarone, dove la famiglia abita e dove Antonello andava a dormire la sera) mi hanno detto che era stato accoltellato ma io pensavo a una ferita a qualche graffio. Certo non che fosse morto. Poi quando sono venuto al garage ho scoperto cosa era successo. Antonello era molto riservato: non ci diceva niente di quello che faceva. Frequentava Damanhur ma non mi risulta che mai ricevuto richieste di soldi e mai ne abbia dati. Prima avevamo il negozio con il capannone in via Paggi, poi Antonello ha deciso di affittarlo a un’associazione religiosa di Torino che però, quando si è trattatro di pagare l’affitto, se nè andata via. Sono rimasti due giorni. Ora al negozio c’è un’azienda che vende frutta e verdura. La nostra azienda di famiglia vende il gpl in passato portavamo le bombole fino in montagna. Antonello ha imparato a fare il ciclista da me vent’anni fa.