Finti avvocati: i carabinieri di Vercelli hanno scoperto altri 43 truffe compiute da due uomini arrestati l’estate scorsa.

Finti avvocati, nuove truffe

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Vercelli hanno deferito all’Autorità Giudiziaria i due truffatori napoletani, G.M. 48enne e D.A. 20enne, già arrestati dagli stessi militari lo scorso luglio perché ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, concorso in tentata truffa e sostituzione di persona. Le indagini dei Carabinieri, condotte con determinazione e senza posa anche negli ultimi mesi e dirette dal Dottor Davide Pretti della Procura della Repubblica di Vercelli, hanno consentito di attribuire ulteriori episodi di truffa a carico dei due malviventi, commessi in tutto il nord Italia con la medesima consolidata tecnica del “falso avvocato”. Una nuova tegola per i due malfattori e di peso non indifferente, trattandosi di ulteriori 43 episodi di raggiro scoperti, eseguiti con un copione sempre uguale a sé stesso, ma decisamente efficace.

Il sistema

Due complici, dalla Spagna, contattavano in Italia svariate utenze fisse, per la maggior parte in uso a persone anziane e sole, qualificandosi avvocati e richiedendo un cospicuo contributo economico per fornire assistenza ed aiuto ad un loro parente, responsabile di un sinistro stradale, che stava rischiando l’arresto. Non appena la vittima cascava nel tranello, la truffa veniva portata a pieno compimento dai due trasfertisti, che andavano a raccogliere al domicilio del malcapitato e direttamente dalle sue mani denaro ed oggetti preziosi, illudendolo che l’esborso avrebbe aiutato il parente in grave difficoltà che in quel momento era trattenuto in uffici giudiziari e poteva finire in carcere.

La ricostruzione

Gli investigatori hanno raccolto nuovi copiosi elementi ed hanno ricostruito i movimenti dei due napoletani, che avevano stabilito la loro base in un hotel di Lodi e si spostavano con grande frequenza e rapidità in tantissime località del nord del Paese con un’auto a noleggio. Con impegno certosino sono stati elaborati dagli investigatori innumerevoli dati, che hanno restituito un ulteriore quadro indiziario di assoluto rispetto: nei 6 mesi a cavallo tra il 2017 ed il 2018 sono emerse altre 43 truffe, tra tentativi ed episodi portati a termine (la stragrande maggioranza), per la quasi totalità perpetrate ai danni di persone anziane, in particolare di età compresa tra i 70 e i 90 anni, spinte ad aderire alle richieste dei truffatori in nome dei buoni sentimenti verso i propri congiunti, una leva efficacissima che li ha portati in tanti casi ad anteporre l’affetto per i propri cari alla difficoltà di fornire un elevato esborso economico.

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Il bottino

Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Liguria e Piemonte sono le regioni in cui i trasfertisti hanno colpito nel periodo oggetto delle nuove indagini, mettendo a segno i loro colpi nelle province di Venezia, Padova, Treviso, Vicenza, Pordenone, Milano, Bergamo, Brescia, Pavia, Mantova, Varese, Lodi, Genova, Imperia, Savona ed anche nelle provincie piemontesi di Asti, Torino, Verbania e in due casi nel novarese, riuscendo ad accumulare un bottino che, seppure per difetto, è stato quantificato in oltre 40.000 euro in contanti ed almeno 60.000 euro in oggetti preziosi. Pertanto, i truffatori sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria vercellese per i medesimi reati che ne avevano determinato l’arresto nel luglio scorso, ovvero per associazione per delinquere finalizzata alla truffa, concorso in tentata truffa e sostituzione di persona. È un ulteriore contributo dell’Arma vercellese al contrasto ed alla lotta al fenomeno delle truffe, ancor più odioso quando colpiscono le persone anziane, vittime particolarmente vulnerabili che subiscono da questo reato non solo un evidente danno economico ma anche un contraccolpo psicologico vissuto come un forte senso di colpa per essersi lasciati ingannare.