Evasione milionaria con fittizie aziende estere.  Denunciato un imprenditore di Ciriè a capo di una vera e propria rete di società.

Evasione milionaria con fittizie aziende estere

Potrebbero esserci anche vercellesi coinvolti in questa storia, visto che l’imprenditore di cui si parla nell’articolo faceva affari con tutta Italia.

Se avete firmato dei contratti con agenti di società estere forse è meglio che leggiate quanto la Guardia di Finanza di Torino ha scoperto sugli affari del personaggio in questione. Un facoltoso imprenditore di Ciriè, peraltro già noto alle forze dell’ordine.

Le società, con sede in Stati con un regime fiscale agevolato, garantivano prezzi competitivi. Questo grazie alla mancata applicazione dell’I.V.A.
Ogni dettaglio era curato con precisione, dai bigliettini da visita agli indirizzi e-mail, registrati su domini stranieri.

La Guardia di Finanza di Torino nel corso di un’indagine aveva reperito alcuni bigliettini da visita ed alcuni contratti in bianco riferiti a società straniere, da qui, i Finanzieri hanno incominciato a nutrire i primi sospetti.

I dubbi diventano certezze

I dubbi si sono trasformati in certezze nel momento in cui ulteriori ricerche, eseguite sui   server aziendali, hanno permesso di reperire documentazione informatica ed e-mail scambiate tra l’amministratore italiano e gli agenti delle società “straniere”. Questo agenti, come poi accertato, si trovavano fisicamente in Italia.

Erano gli stessi che si occupavano anche degli affari nostrani. Disponevano cioè di una doppia identità, italiana o straniera. Erano in grado di utilizzare l’una o l’altra a seconda della situazione.
Gli approfondimenti dei Finanzieri della Tenenza di Lanzo Torinese, hanno chiarito i meccanismi. E’ emerso, infatti, che il personale, i mezzi industriali e l’intera struttura organizzativa e produttiva utilizzata dalle società “estere” erano in realtà riferibili alla collegata di Ciriè.

Leggi anche:  Omicidio Vercelli: la ricostruzione VIDEO

Sedi fittizie a Londra e San Marino

L’unico elemento effettivamente non riferibile all’Italia erano le sedi. Queste erano state fittiziamente, dislocate all’estero.  Una a Londra e l’altra a San Marino.

L’elemento di congiunzione definitivo è stato ottenuto analizzando l’assetto societario.

Il proprietario delle società straniere è risultato il facoltoso imprenditore di Ciriè.

Costui controllava varie aziende della zona, compresa quella nella quale è stata reperita la documentazione.
All’esito degli accertamenti il luogo dove davvero si svolgeva l’attività di gestione aziendale, è risultato collocato sul territorio italiano.

Un milione di euro di tasse non pagate

I redditi prodotti e tassati all’estero saranno ora ritassati in Italia e delle relative entrate beneficeranno le casse nazionali.
I Finanzieri hanno accertato un’evasione fiscale di oltre 1 milione di euro.

L’imprenditore è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Ivrea per reati fiscali.

Ora indagini sui clienti

Sotto la lente d’ingrandimento ora potrebbero finire anche i clienti.

Gli inquirenti vogliono valutare, infatti, se fossero effettivamente ignari dello stratagemma architettato o, invece, fossero collusi con i vertici aziendali.