Euro 5 finto grazie alla centralina illegale: la polizia stradale ha scoperto l’artificio su un mezzo pesante.

Euro 5 finto

Nell’ambito dei servizi di vigilanza stradale volti al controllo dei veicoli commerciali atti al trasporto di merci /o persone, il giorno 12 del corrente mese di agosto, alle ore 16:00 circa, la pattuglia del Distaccamento Polizia Stradale di Varallo, in località Serravalle Sesia (VC), procedeva al controllo di un autocarro Iveco, al momento trasportante collettame. Gli operatori, durante il controllo di rito effettuato all’interno dell’abitacolo del veicolo, rilevavano una incongruenza fra l’indicatore digitale del livello di carburante presente nel serbatoio del mezzo, dal quale risultava che tale ultimo fosse pieno, mentre dalla lettura dell’indicatore analogico si rilevava che la quantità di gasolio era di poco superiore ad un terzo.

Il controllo

Vista l’incongruenza, tale da far presupporre un anomalo funzionamento della centralina antinquinamento, gli operatori, tramite l’ausilio di una officina specializzata presente in zona, sottoponevano coattivamente a controllo tecnico il veicolo, al fine di avere conferma o meno di quanto riscontrato visivamente. Dal controllo emergeva un malfunzionamento di detto impianto ad opera di un dispositivo elettronico di emulazione (centralina DENOX2) la cui installazione illecita consentiva al proprietario del veicolo di eludere la normativa antinquinamento “Euro5”, risparmiando sul costo dell’additivo atto a limitare al massimo le emissioni di biossido d’azoto. All’apparenza, il veicolo rispetta la normativa vigente, ma di fatto viene totalmente elusa in quanto, tramite la centralina abusivamente apposta, viene inibito il funzionamento del miscelatore di carburante ed additivo antinquinamento, provocando emissioni oltre la soglia consentita.

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La multa

Con tale artifizio, il conducente, per ogni rifornimento di carburante, ha potuto risparmiare il costo degli additivi, conscio del fatto che il veicolo eludesse la normativa antinquinamento vigente. Per quanto emerso, il conducente veniva sanzionato per la violazione di cui all’art. 78 comma 3 del Codice della Strada comportante il pagamento di una sanzione amministrativa il cui importo va da € 431,00 a € 1.734,00, per aver alterato le caratteristiche tecniche costruttive del veicolo. Il dispositivo veniva sottoposto a sequestro, la carta di circolazione del veicolo veniva ritirata e pertanto, per poter nuovamente circolare l’autocarro dovrà essere sottoposto a nuova visita di revisione presso la Motorizzazione Civile.