Addio don Novella: Stroppiana in lacrime. Il funerale del parroco è stato presieduto dall’arcivescovo Marco Arnolfo.

Addio don Novella: Stroppiana in lacrime

C’era buona parte del paese, giovedì 4 ottobre nella chiesa parrocchiale di Stroppiana per l’addio al parroco Don Marcello Novella. Il sacerdote era mancato nel pomeriggio di martedì 2 ottobre.

Caresanese di origine, classe 1938, don Marcello erà una figura molto conosciuta e stimata all’interno della comunità eusebiana. Dal mese di agosto 1980 è stato alla guida della comunità parrocchiale di Stroppiana, che gli è stata particolarmente vicino durante la malattia che martedì lo ha portato alla morte presso l’ospedale Sant’Andrea di Vercelli, dove era da tempo ricoverato.

Apprezzato anche a Vercelli

Don Marcello era molto conosciuto ed apprezzato anche nel capoluogo bicciolano, dove per lungo tempo aveva ricoperto l’incarico di insegnante di religione presso il liceo scientifico “Avogadro” e il ruolo di assistente spirituale dell’Associazione Coltivatori Diretti.

I funerali, in una chiesa di San Michele gremita in ogni ordine di posti dai fedeli che non hanno voluto mancare di porgere l’ultimo saluto al loro Pastore, si sono svolti questa mattina, officiati dall’Arcivescovo di Vercelli Monsignor Marco Arnolfo e con la partecipazione di Monsignor Cristiano Bodo, Vescovo di Saluzzo, originario di Stroppiana. Uniti nel dolore, anche tantissimi sacerdoti della diocesi eusebiana,e tutti i bambini delle scuole del paese.

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Le parole dell’arcivescovo

«Don Marcello ha già ricevuto l’abbraccio del Padre – inizia così l’omelia dell’Arcivescovo di Vercelli Monsignor Marco Arnolfo – e sono certo che da lassù starà rivolgendo uno sguardo benevolo ai suoi fedeli.

La lettura di oggi parla di una preghiera di Gesù, di cui una parte è rivolta a Dio ed una parte è rivolta alla gente, agli uomini. In questa preghiera Gesù si rivolge ad un Dio di cui non bisogna avere paura, ma in cui cercare sostegno nei momenti difficili, senza abbandonarsi ad altre strade.

Una preghiera in cui Dio apre le porte del suo sapere non ai ricchi, ai potenti, agli arroganti, bensì ai poveri, agli umili, agli infelici. Ho incontrato don Marcello lunedì, il giorno prima della sua morte: abbiamo pregato insieme, riflettuto sull’importanza del mese di ottobre, il mese missionario, ed io gli dissi: “vedi, tu sei qui, confinato in un letto d’ospedale, ma dentro sei sempre un sacerdote” sarai sempre nel cuore della chiesa, nell’amore».

Il ricordo del sindaco Carenzo

«Sono molto emozionato nel ricordare la figura di Don Marcello – sottolinea Giuseppino Carenzo, Sindaco di Stroppiana – ma è una triste incombenza che assumo volentieri. Ciao don Marcello, parlo da questo pulpito che è stato tuo per tanti anni; la comunità di Stroppiana piange uno dei suoi figli più amati, con cui ha condiviso tanti momenti felici ed altrettante situazioni tristi.

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Hai condiviso con noi trentotto anni della tua esistenza e del tuo ministero pastorale. Stroppiana oggi si ritrova un po’ più sola, senza il suo Pastore, senza la sua guida spirituale. Ci lasci con un’eredità non solo spirituale ma anche concreta, fatta di opere da te fortemente volute, non per tua personale soddisfazione, ma rivolte al bene dell’intera comunità, dei tuoi fedeli. Siamo sicuri che, da lassù ci starai sorridendo. Ciao don Marcello».

La testimonianza di Mons, Bodo

Commozione anche nelle parole di Monsignor Cristiano Bodo, Vescovo di Saluzzo, molto legato a don Marcello sin dalla più giovane età. «Mi unisco al cordoglio del signor Sindaco – dice il Vescovo di Saluzzo – e di tutta la comunità di Stroppiana, che perde la sua guida spirituale ed una grande persona. Con don Marcello ci siamo rivisti questa estate, in un giorno che preannunciava l’inizio del suo calvario. Ci siamo ritrovati con la stessa semplicità, la stessa schiettezza.che ha sempre caratterizzato il nostro rapporto.

E’ stato un momento particolare quel giorno d’agosto, e adesso voglio dirti grazie, anche se in certi momenti, su certi argomenti avevamo posizioni diverse sul come fare, come agire, per il bene della nostra comunità, dei nostri fedeli, abbiamo semre remato nella stessa direzione. Abbiamo vissuto insieme i tuoi venticinquesimo e cinquantesimo anniversario di sacerdozio, i miei primi passi da seminarista, la mia prima messa. Quando ero in seminario mi hai insegnato molte cose, soprattutto l’amore per la liturgia.

“Grazie per il tuo sostegno”

Ti ringrazio per il grande sostegno che tu ed il tuo predecessore, don Carlo Pelizzaro mi avete dato negli anni di seminario. Ricordo la tua amata mamma Maria, donna di profonda fede, che nei momenti più impensati della giornata si raccoglieva in preghiera dicendo “prego per mio figlio perchè deve portare il Vangelo”. Vorrei concludere con alcune parole che citai durante la mia prima Santa Messa: “Sostieni le mie povere mani, portando Cristo nel cuore”. Questo hai fatto per tutta la vita don Marcello, ed io ti ringrazio di tutto ciò. Che il Signore ti accolga»

Fabio Michelone

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