Università Piemonte Orientale: i dati AlmaLaurea contenuti nel “Rapporto sul profilo e sulla condizione occupazionale dei laureati”.

Università Piemonte Orientale, i dati

C’è anche l’Università del Piemonte Orientale tra le 75 università aderenti al Consorzio AlmaLaurea. L’ateneo è quindi rientrato nel “Rapporto sul profilo e sulla condizione occupazionale dei laureati”. «L’età media alla laurea per il complesso dei laureati è 25,5 anni (rispetto alla media italiana di 25,8), nello specifico di 24,7 anni per i laureati di primo livello e di 28,2 anni per i magistrali biennali – riportano dall’Upo – Il 63,1% dei laureati termina l’università in corso (la media italiana è il 53,6%): in particolare è il 63,0% tra i triennali (media italiana 53,9%) e il 76,9% tra i magistrali biennali (media italiana 60,1%). Il voto medio di laurea è 100,5 su 110 (la media italiana è 102,9 su 110, segno forse di una maggiore “severità”)».

I tirocini

I dati relativi ai tirocini spiccano nel panorama nazionale. «Ha svolto un tirocinio: l’84,9% dei laureati di primo livello (media italiana 61,1%), il 69,9% dei magistrali biennali (media italiana del 62%) – proseguono – Sono invece leggermente inferiori alla media nazionale i dati riguardanti chi ha compiuto un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal corso di laurea: il 6,4% dei laureati (media italiana 11,3%). È infine molto alta la valutazione dell’esperienza universitaria: il 91,8% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente (la media italiana è dell’86,4%) e l’86,3% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso (82,4% la media nazionale). Più in generale, il 93,0% dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso, superiore alla media nazionale dell’88,9%».

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Il lavoro

«A un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione dei laureati triennali è dell’81%, contro una media nazionale del 72,1%. La retribuzione è in media di 1.287 euro, nettamente superiore alla media nazionale di 994 euro – fanno sapere ancora dall’ateneo – Il 68,8% gli occupati considera il titolo molto efficace o efficace per il lavoro svolto, inferiore alla media nazionale del 73,7%. Più nel dettaglio, il 59,3% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università, contro una media nazionale del 42,1%. Tra i laureati di secondo livello del 2017 intervistati a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione è pari all’80,5% (la media italiana è del 69,4%). La retribuzione è in media di 1.317 euro mensili netti (1.232 euro la media italiana). Il 67,3% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo (59% la media nazionale). Il tasso di occupazione dei laureati di secondo livello del 2013, intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo, è pari all’89%, contro un a media nazionale dell’85,5%. Le retribuzioni arrivano in media a 1.464 euro mensili netti (non distanti dai 1.459 euro di media italiana). Il 63,5% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro svolto (appena sotto la media nazionale del 65,3%)».