Unione Coser: si fanno insistenti le voci di scioglimento. Il presidente: «Problemi esistenti ma troppi allarmismi».

Unione Coser a rischio

Sarebbero concreti i rumor su un probabile scioglimento del Coser. Non è la prima volta che se ne parla negli anni, ma adesso sarebbe un’ipotesi concreta. Il rischio starebbe nel fatto che l’Unione ha ormai costi troppo alti da sostenere e un certo deficit, ma le ipotesi sono diverse. Sull’argomento il consigliere Coser Gian Luigi Guasco dichiara: «Sono stato eletto in rappresentanza delle minoranze dei sei comuni all’interno del consiglio. Con i colleghi di Stroppiana e Pezzana ci siamo confrontati su questo delicatissimo argomento, che pare, pur senza nulla di ufficiale, essere stato oggetto di confronto durante un incontro fra quattro sindaci. L’Unione in questi ultimi cinque anni, ha perso per vari motivi, otto-nove validissimi collaboratori: tra tecnici, funzionari e operatori che hanno formato per anni, insieme ad altri, la struttura portante dei servizi forniti agli oltre 6.000 cittadini coinvolti. Certo si tratta di un ente da migliorare, per cui sarebbe stato necessario che i sindaci avessero dedicato tutto il loro tempo per migliorare la qualità dei servizi forniti, invece di perdere oltre due anni in inutili discussioni su chi doveva ricoprire il ruolo di presidente. Oggi, dopo aver assistito passivamente allo svuotamento di importanti professionalità, pare ci si limiti a dire: “non serve più”. Bene per quanto mi riguarda e per chi, come me, ritiene prioritario l’interesse dei cittadini, faremo il possibile perché ciò non accada e, nei prossimi giorni, chiederemo la convocazione di riunioni ad hoc».

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Problemi reali

Sulla questione abbiamo sentito il presidente dell’Unione Stefano Bondesan. «Ci sono delle problematiche, è vero, e non si può escludere nulla. Ma su quest’argomento ho sentito troppe versioni e mi riservo di spiegare in seguito ai vostri lettori come stanno esattamente le cose». Intanto l’Ente continua a operare. Il 25 giugno scorso è stato rinnovato il gruppo di minoranza dell’Unione con la nomina di Elisabetta Gabutti, Gian Luigi Guasco e Massimo Cavallone.