Treni come fornaci: disagi per i pendolari vercellesi e non solo.

Treni come fornaci

Giovedì scorso sul treno Regionale Fast 2104 partito da Milano Porta Garibaldi, pieno di pendolari anche vercellesi, alle ore 18 circa c’erano 43,6 gradi centigradi di temperatura. Come in una sauna. E se a Sant’Eusebio sono stati registrati più di 40 gradi, tre giorni prima, il 29 luglio, lo stesso utente ha postato una foto con il termometro che segnava 15,9 gradi centigradi, temperatura da fine inverno (convoglio numero 2104 secondo la testimonianza di una viaggiatrice). Una vergogna documentata dal comitato di Vercelli e Novara con il rilevatore ambientale e attraverso una foto scattata con lo smartphone.

 

La condensa

Non bastasse, qualche carrozza più in là, la condensa «piove» dalle griglie di ventilazione costringendo un manipolo di pendolari a ripararsi sotto un ombrello. Andando in ordine sparso si scopre che la sera del 31 luglio scorso il regionale fast 2030, convoglio per comporre il quale sono state ripristinate carrozze «vintage» (quelle con la tappezzeria trompe l’oeil), si è fermato a Novara per lasciar transitare un treno merci: alcuni pendolari per il caldo (aria condizionata fuori uso) sono scesi sulla banchina salvo poi vedersi chiudere le porte in faccia e guardare il treno ripartire.

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Altri disagi

«Dopo venti minuti è spuntato il controllore che ha spiegato di aver fatto l’annuncio della ripartenza ma a quanto pare gli altoparlanti non funzionavano in nessuna carrozza» racconta a fine serata un vercellese protagonista del «calvario». Ma le segnalazioni dei pendolari sono praticamenet continue: carrozze roventi praticamente su tutti i convogli, sedili sporchi, treni soppressi dopo reiterati annunci di ritardo e gente in piedi. E se non bastasse, c’è anche la maleducazione di certi utenti che scambiano i sedili per il salotto di casa e ci mettono i piedi sopra ignorando il rispetto nei confronti degli altri viaggiatori.