Salvatore Vinci morì in servizio, durante un conflitto a fuoco, il 28 gennaio 1989. I colleghi Carabinieri ricordano il suo sacrificio.

Salvatore Vinci: un ricordo mai spento

Un momento dedicato a un collega che non c’è più per i Carabinieri di Vercelli. Oggi i militari hanno commemorato l’eroico sacrificio dell’appuntato Salvatore Vinci. Il Carabiniere perse la vita il 28 gennaio 1989, durante un conflitto a fuoco con tre rapinatori che avevano assaltato un furgone postale ed erano stati intercettati lungo la provinciale San Giacomo Vercellese-Villarboit.

La cerimonia

La giornata ha avuto inizio alle 9,30. Alla lapide commemorativa sul luogo dell’omicidio dell’appuntato Vinci, lungo la strada provinciale “San Giacomo Vercellese-Villarboit”, il sindaco di San Giacomo Vercellese e il Comandante Provinciale dei Carabinieri, alla presenza delle autorità civili e militari della provincia, hanno deposto un cuscino di fiori. Successivamente, a Vercelli, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, il tenente colonnello Andrea Ronchey, le autorità, una nutrita rappresentanza di Comandanti e Carabinieri delle stazioni del Vercellese insieme ai rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri, hanno deposto una corona d’alloro alla lapide commemorativa collocata accanto al monumento all’Arma in piazza Amedeo IX.

La messa

Alle 11, nella Chiesa di Sant’Agnese, l’arcivescovo monsignor Marco Arnolfo ha celebrato una messa in suffragio dell’appuntato Salvatore Vinci. «Fedele servitore dello Stato caduto nell’adempimento del dovere – lo ricordano i colleghi – il cui ricordo è ancora oggi vivo nel cuore dei commilitoni e dei vercellesi». E’ stata presente la signora Vanda Rege, vedova di Salvatore Vinci. Al suo fianco il Comandante della Legione Carabinieri “Piemonte e Valle d’Aosta”, il generale Mariano Mossa, appositamente giunto a Vercelli per le celebrazioni del trentennale della scomparsa, inseme alle massime Autorità civili e militari e ai rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.

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La medaglia

Il 19 aprile 1990 fu conferita la medaglia d’oro al valore civile in memoria dell’appuntato. «Addetto al Nucleo Operativo di Gruppo, nel corso delle ricerche di tre malfattori che avevano rapinato un furgone postale, procedeva, unitamente a sottufficiale, al controllo degli occupanti di due autovetture, dai quali veniva improvvisamente fatto segno a proditoria azione di fuoco – fu la motivazione – La sua pronta reazione, nonostante le ferite mortali subite, consentiva la cattura dei responsabili, il sequestro di numerose armi ed il recupero dell’intera refurtiva. Nobile esempio di non comune ardimento ed altissimo senso del dovere spinti fino all’estremo sacrificio».