Rogo Vercelli, il presidente del consiglio regionale Nino Boeti commenta il drammatico caso di Simona Rocca. La vercellese, di 40 anni, è rimasta gravemente ustionata nell’incendio della sua auto. Appiccato da un uomo che la tormentava.

Rogo Vercelli: “è emergenza”

«Con la vicenda della donna aggredita oggi a Vercelli,  la cronaca ancora una volta ci dà dimostrazione, purtroppo, di come sempre più i rapporti interpersonali siano improntati alla violenza, alla prevaricazione, alla volontà, di fronte al rifiuto, di annientare l’interlocutore – afferma Boeti – Si tratta di un’emergenza sociale ed educativa che ci coinvolge tutti e che richiede un impegno in prima linea da parte delle istituzioni. Non solo per contrastare le azioni di chi conosce solo la via del sopruso e dell’aggressione per risolvere ogni problema, ma soprattutto per prevenire questi drammi, a partire dai giovani e dalla scuola. Riconoscendo la centralità della persona, l’integrità irrinunciabile della vita di ognuno, il rispetto per la diversità dei suoi pensieri e delle sue scelte».

Le campagne sociali

«Consapevole dell’importanza di condurre un’azione il più possibile sistematica e condivisa in questa direzione, il Consiglio regionale ha avviato una serie di campagne sociali con l’intenzione di parlare soprattutto ai più giovani di questi temi, utilizzando anche il canale dei social network – prosegue il presidente – Penso in particolare alla campagna contro la violenza sulle donne, ma anche all’iniziativa del seminario di “Educazione sentimentale ed esercizio del pensiero dialogante” che la Consulta regionale dei giovani ha promosso per la prima volta in Italia, allo scopo di favorire il rispetto di sé e degli altri e la capacità di instaurare relazioni sane ed equilibrate».

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Un’altra violenza: il bullismo

«Domani in Aula consiliare ricorderemo invece le vittime del bullismo e del cyberbullismo, un’altra espressione di disagio, solitudine e sopraffazione che richiede la massima attenzione – prosegue Boeti – La nostra istituzione con azioni formative e di sensibilizzazione vuole far sentire la sua presenza a fianco dei giovani, ma anche delle loro famiglie e degli educatori, perché la cultura del rispetto, del dialogo, della non discriminazione sia riconosciuta da tutti come l’unica strada possibile per rapportarsi agli altri».