Riso di Larizzate viaggia attraverso i social fino alla grande testata francese.

Riso di Larizzate sulla stampa francese

Viaggia attraverso i social media. Cattura l’attenzione di una giornalista di Le Monde e, complici anche le recenti elezioni politiche, regala un’imprevedibile ribalta internazionale a Larizzate. A mettere in moto questo insolito circolo virtuoso è il messaggio che, da più di un anno a questa parte, i risicoltori riuniti nell’associazione “#Ildazioètratto” cercano in tutti i modi di far arrivare ai piani alti del Governo, affinché divenga un caposaldo delle politiche agricole italiane: tutela delle tipicità, protezione e promozione del riso italiano in quanto prodotto locale e di alta qualità; clausola di salvaguardia contro le importazioni selvagge a dazio zero; modifica dello Statuto dell’Ente Risi al fine della promozione del riso italiano.

“Il dazio è tratto”

Un messaggio che, viaggiando attraverso i social, ha, per l’appunto, richiamato l’attenzione di una giornalista di Le Monde che ha inserito Larizzate tra le tappe di un suo viaggio del Nord Italia alla scoperta dei piccolissimi imprenditori italiani “stregati” dalla Lega di Matteo Salvini. «In realtà – spiega Piero Mentasti, agricoltore de #Ildazioètratto – quello che a noi interessa è che il nuovo governo inserisca nelle politiche agricole le nostre istanze di protezione del riso”. E, in effetti, Mentasti, ha accolto la giornalista con una battuta «Razzista io? Sì certo, ma nei confronti del riso che arriva da chissà dove, che viene prodotto senza l’attenzione e i vincoli che ci sono in Italia sull’utilizzo dei prodotti fitosanitari e che viene trasportato per migliaia di chilometri in condizioni talvolta precarie per andare a invadere il nostro mercato, distruggendo un’economia che, per secoli, ha caratterizzato questo territorio».

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Lo sfondo di Larizzate

L’effetto collaterale di quella che era nata come un’intervista “politica”, è stata la vetrina che l’articolo ha regalato a Larizzate e alla sua storia. Certo, al momento la realtà fotografata è quella di un borgo decrepito e abbandonato, un borgo fantasma che sopravvive, in mezzo alle risaie e ai capannoni dei nuovi insediamenti logistici. «Ci siamo confrontati anche su questo tema – commenta Mentasti -. Alla Francia, io invidio la capacità di valorizzare anche il più piccolo dei ruderi, facendolo diventare un elemento di attrazione internazionale, mentre noi, che abbiamo dei veri e propri gioielli, li lasciamo andare in malora».

Interesse all’estero

Dopo l’articolo apparso su Le Monde e diffuso anche attraverso internet, altri testate straniere si sono fatte avanti per raccontare la battaglia di un pugno di imprenditori legati alla propria terra che non vogliono arrendersi e finire schiacciati dalla globalizzazione. «E’ incredibile pensare che la politica voglia farci sparire mentre chi va a fare la spesa cerca prodotti tipici e chilometri zero. E’ un controsenso e finalmente anche qualche politico sta iniziando a capirlo», fa notare Mentasti. Il suo sogno, naturalmente, è che Larizzate possa trovare una nuova vita: oggi sono pochi i residenti che resistono in questo borgo alle porte della città, in cui ha chiuso quasi tutto, «Ma di progetti ce ne sarebbero tanti per creare un polo di richiamo e far rivivere strade e piazze». Per ora ci si accontenta di portare alla ribalta il messaggio del #Ildazioètratto. In futuro, chissà.. qualche sorpresa interessante potrebbe essere alle porte.