Reddito di inclusione negato: sull’Isee risultano 55 centesimi di troppo.

Reddito di inclusione negato per un trinese

Quella del trinese Salvatore Piredda è una storia surreale. L’uomo è “prigioniero” della sua pensione… che non arriva. Nel 2014, la Buzzi Unicem, gli propone la “messa in mobilità” con lo scivolo verso la Pensione. Da qui inizia una vera e propria odissea, dovuta al continuo cambiamento delle regole e degli status raggiunti dall’uomo.

La mobilità

«Ho accettato la proposta – commenta Piredda – dopo aver consultato gli enti preposti, che hanno confermato la fattibilità. Mi mancava un anno e mezzo alla pensione e dal 1° dicembre sono entrato in mobilità. Qualche mese prima della scadenza mi rivolgo all’Inps, per avere informazioni, ma ricevo una brutta notizia: devo fare 3 anni di mobilità e 5 mesi di lavoro. La Cgil ha fatto ricorso per conto mio, ma ottengo un nulla di fatto. Non avendo mezzi di sostentamento , mi sono rivolto ai Servizi Sociali, che per un periodo mi hanno erogato 200 € al mese, che sommati alla mia pensione di invalidità civile (380 €), mi consente il minimo indispensabile. Fatti i 3 anni di mobilità, ho lavorato 2 mesi in due cooperative.

Leggi anche:  Trino: catturato ricercato rumeno

La pensione

Mesi che mi hanno allungato la mobilità e di conseguenza è slittata ancora la data della pensione. Il 26 gennaio ho inoltrato la domanda per la pensione precoce, ma è stata respinta. I requisiti erano 41 anni di contributi e 3 mesi di disoccupazione. Io avevo 42 anni e 6 mesi, ma mi mancavano gli anni di disoccupazione. Pochi giorni fa la Cgil mi ha inoltrato una nuova domanda e l’Inps mi dovrà rispondere entro settembre. Ho cercato di ottenere il reddito di inclusione ma per 55 centesimi in più sull’Isee non posso accedere e la mia domanda è stata bocciata. Sembra un complotto contro di me. Dal 2014 sto vivendo un’odissea. Spero che a settembre arrivi l’agognata pensione».