Quale futuro per l’Anfiteatro ed il Parco Archeologico? La Sezione di Vercelli-Valsesia di Italia Nostra boccia l’ipotesi del vecchio progetto per sistemare l’area.

Quale futuro per l’Anfiteatro ed il Parco Archeologico?

L’area (“Cà di Rat”, sita fra il viale della Rimembranza ed il corso De Rege) è stata definita in un documento di Giunta, come “un’area archeologica di evidente pregio, che è indispensabile per la messa in rete delle emergenze del territorio”, in quanto, su di essa insistono i resti di un anfiteatro romano di epoca imperiale, di cui una significativa parte è già stata scavata.
Questa Sezione ha preso inoltre atto della dichiarata volontà del Sindaco Corsaro di voler ripensare e rivedere “il vecchio progetto” ipotizzato per la sistemazione dell’area, circa dieci anni fa.
Tale progetto, oggetto di infinite polemiche, fu infine bloccato, perché al di là del recupero dell’area archeologica, prevedeva la nuova costruzione di tre blocchi edilizi con superfici residenziali per 90 alloggi, in edifici di ragguardevole altezza, oltre a superfici commerciali al piano terra.
Il progetto invece di valorizzare i resti dell’anfiteatro, li soffocava all’interno di un contesto di notevole peso urbanistico ed architettonico, quasi una “camicia di forza”, formata da altre nuove costruzioni di notevole impatto, oltre a quelle già esistenti.

In allora questa Sezione aveva prodotto in merito, controdeduzioni articolate, argomentando sia sulla legittimità della delibera comunale del programma di intervento sia su altri aspetti formali dell’iter procedurale ed evidenziando un aumento “sconsiderato di nuovi volumi edilizi” attorno all’area dell’anfiteatro stesso e zona limitrofa con la possibilità di eventuali scoperte di nuove presenze archeologiche emergenti durante le operazioni di scavo delle fondamenta dei nuovi edifici.
Oggi questa Sezione auspica che il Sindaco, che ha espresso pubblicamente sensibilità al problema, ripensi positivamente ed in toto, il progetto, dando ad esso una veste in sintonia con la creazione dell’ipotizzato Parco Archeologico, allineato con gli orientamenti urbanistici e paesaggistici di soluzioni di ampio respiro, più riposanti, “green”, come si possono riscontrare nelle aree archeologiche nazionali.
La zona in oggetto, già densamente edificata, avrebbe notevole giovamento da una ampia area verde costituita su tutta l’area, che sarebbe cornice ai resti archeologici, in modo più consono di una cortina di edifici, che imiterebbero maldestramente il volume dell’anfiteatro.
Alla luce di quanto sopra, questa Sezione, che si opporrà in tutti i modi affinché il vecchio malaugurato progetto venga ripreso, dichiara, come associazione sul territorio, la propria totale disponibilità alla ideazione di una nuova soluzione progettuale, in cui l’evidenza venga data ai resti archeologici e non a 12.000 metri quadrati di nuove costruzioni.

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