Abilitare tutti gli sportelli al ritiro delle “inesitate” sembrava una buona idea, ma pare che in alcuni casi si traduca in maggiori tempi di attesa…

Riproponiamo un servizio uscito sull’edizione cartacea di lunedì 26 giugno, se avete esperienze similari fatecelo sapere a QUESTA MAIL

Dai primi giorni di giugno è attivo in 91 uffici postali della Provincia il ritiro delle raccomandate inevase. Per quanto riguarda Vercelli prima si potevano ritirare solo alle Poste Centrali.
L’idea di portare un servizio più vicino ai cittadini è in teoria una cosa buona, ma in questo caso pare che si sia tradotta in un ulteriore disagio per l’utenza e un aggravio per i già oberati operatori.
Poste Italiane, nell’annunciare la cosa, sottolineava: «i cittadini avranno la possibilità di ridurre al minimo il tragitto da compiere per raggiungere l’ufficio postale adibito al servizio, risparmiando tempo e semplificando le operazioni. Tutti gli sportelli dell’ufficio saranno abilitati a consegnare al destinatario la posta a firma o i pacchi in giacenza e si potranno ritirare dalla data riportata nell’avviso di giacenza lasciato dal portalettere nella cassetta postale di casa».
Ma non è proprio così… il primo a segnalarcelo è un utente, che non vuole comparire, ma con cui abbiamo personalmente parlato.
«Io abito nella zona di piazza Mazzucchelli – racconta il signore – ma mi hanno spedito a ritirala nell’ufficio di via Malinverni, zona viale Rimembranza… e dire che c’è uno sportello in corso Prestinari…». Dunque, tanto per cominciare si è persa già per strada la comodità… ma non è finita qui: «Purtroppo sono stato nell’ufficio indicatomi in un giorno in cui c’era una fila pazzesca, per le altre operazioni, impossibile ritirare, sono dovuto tornare un altro giorno».
Lo stesso utente ci fa notare dei dettagli importanti: «Prima andavo alle Poste Centrali dove si fanno file pazzesche per altre operazioni, ma non per il ritiro delle raccomandate inevase; per cui c’era uno sportello dedicato, con due addetti che ti servivano velocemente, ora invece, si deve aspettare il turno al primo sportello che si libera, il che vuol dire una bella coda. In più in Poste Centrali si poteva andare anche al pomeriggio, mentre le filiali periferiche sono aperte solo la mattina».
Volevamo capirne di più e così abbiamo sentito i sindacalisti di Slp Cisl.
Angelo Brocchetto è responsabile del Piemonte Orientale e aggiunge altri dettagli: «Prima di questa nuova organizzazione le persone che non venivano trovate in casa potevano ritirare le raccomandate inevase dalle ore 10 del giorno dopo, ora passano invece 48 ore prima di potersi recare all’ufficio postale che viene indicato nel tagliandino. Inoltre, avendo abilitato tutti gli sportelli al ritiro delle “inevase”, si è gravato il lavoro degli sportellisti, che ora hanno anche l’incombenza in più di recuperare le raccomandate».
Il disagio delle maestranze postali viene poi ribadito e sottolineato con forza da Antonella Bruno, segretario territoriale dello stesso sindacato, che segue specificatamente Vercelli.
«Sono molto, ma molto preoccupata per l’utenza in questi mesi estivi – esordisce – in quanto negli uffici postali periferici entrerà in vigore l’orario a giorni alterni ed in più ci sono di mezzo anche le ferie del personale. Ritirare una raccomandata inevasa diventerà un’impresa… invece che il giorno dopo l’avviso si potrebbe dover aspettare anche 4, 5 giorni per averla».
Sul lato più sindacale della questione Antonella Bruno prosegue: «Avevo fatto subito presente all’azienda che questa nuova modalità non andava bene, in pratica si è cambiato un sistema che funzionava egregiamente con il ritiro alle Poste Centrali, e se n’è implementato uno nuovo, peggiorativo. Lo è non solo per la clientela ma anche per i lavoratori. Già i carichi di lavoro si sono da tempo moltiplicati, visto che molti sono andati in pensione o sono stati esodati. Ma se gli addetti sono dimii carichi di lavoro sono invece cresciuti di anno in anno. I nostri operatori si prodigano per dare risposte adeguate ai bisogni della clientela, ma lo stress lavorativo cresce e anche questa nuova incombenza crea problemi e dilata i tempi di attesa allo sportello, non solo per chi deve ritirare le “inevase”, ma anche per gli altri clienti. E’ indubbio che questo nuovo sistema di ritiro delle inevase è stato un peggioramento per tutti. Come sindacato abbiamo delle proposte per risolvere il problema, perché cerchiamo di essere sempre propositivi e di pensare anche ai diritti dei cittadini. Vedremo come risponderanno dall’azienda».
Dunque c’è effettivamente disagio sia per l’utenza che per i lavoratori.
Certo che, parliamo quantomeno per Vercelli, cambiare un sistema che funzionava benissimo non è stata una grande idea…